Il Tirreno

Versilia

Terremoto al Centro Arti Visive di Pietrasanta: lasciano presidente e consiglio

Luca Basile
Liliana Ciaccio
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Liliana Ciaccio

Ciaccio: il rinvio delle nomine dei consiglieri già in scadenza di mandato e il mancato contributo economico del Comune rendono impossibile ogni attività

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PIETRASANTA. Sono dimissioni che fanno rumore e discutere quelle che Liliana Ciaccio, presidente da oltre tre anni della Fondazione Centro Arti Visive, ha formalizzato al sindaco l’ultimo giorno dell’anno. Fanno rumore e discutere per le motivazioni ("le mancate nomine dei consiglieri già in scadenza di mandato e il mancato contributo economico del Comune rendono impossibile ogni attività" fa sapere Ciaccio) e anche perché oltre al presidente lasciano tutti i consiglieri.

In poche parole il Cav, pensato e voluto a suo tempo per promuovere l’alta formazione artistica presso l’ex Convento di San Francesco, si ritrova, all’alba del 2020, senza presidente, senza consiglio, senza soldi, con zero attività in agenda fatta eccezione per l’ospitalità di un matrimonio - che non è certo la priorità della fondazione - che verrà gestita dalle due attuali dipendenti della struttura.

"La mia non è una presa di posizione polemica, anzi ringrazio il sindaco Alberto Giovannetti per avermi coinvolto - spiega Ciaccio - in questo importante progetto, ma detto questo, di fronte al silenzio in risposta alle nostre sollecitazioni, alle parole che non sono state seguite dai fatti, al mancato sostegno economico nel bilancio di previsione triennale del Comune e ancora alla mancata stipula del contratto di comodato scaduto un anno fa e della convenzione annuale 2019, ho deciso di lasciare".

"Sono stati tre anni importanti - aggiunge Ciaccio - quando sono arrivata i conti erano in rosso mentre oggi chiudiamo in utile e la struttura, a differenza di oggi, era fatiscente. Ma visto che non mi interessa la poltrona, non ho ambizioni politiche, non lo faccio per soldi - non ho retribuzione - e il mio impegno è rivolto al fare e non a stare alla guida di una Fondazione sprovvista di un qualsiasi supporto per dare vita ad una seria programmazione, allora è meglio chiuderla qui. E mi fa particolarmente piacere che i consiglieri, pur in scadenza di mandato e mai sostituiti con nomina dal Comune, abbiamo voluto dare alla sottoscritta un messaggio di solidarietà, dimettendosi una volta venuti a conoscenza della mia decisione. Il mio incarico sarebbe andato in scadenza nell’ottobre 2020, ma, come detto, restare tanto per restare ad occupare una poltrona non fa parte del mio modo di pensare".

Nel frattempo, vista l’attuale incertezza nel definire l’organigramma, «la Fondazione, non potendo programmare, ha perso anche i contributi regionali. Sono ovviamente molto delusa: le mancate risposte del Comune - precisa Ciaccio - erano e restano incomprensibili. In queste condizioni era impossibile andare avanti»

 

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