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QUIESA 

Mille firme per riavere la scuola Coluccini: «Non ci sono soldi»

Tiziano Baldi Galleni
Mille firme per riavere la scuola Coluccini: «Non ci sono soldi»

Genitori e insegnanti chiedono che venga ristrutturata il prima possibile ma il sindaco spiega che «ci vorrebbe più di un milione e il Comune è in dissesto»

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Sono 948 le firme che genitori e insegnanti per la scuola di Quiesa, riunitisi in un comitato, hanno consegnato lunedì all’ufficio protocollo del Comune. «Ma sono destinate ad aumentare, visto che la raccolta continua», dicono le famiglie, che chiedono che i 150 bambini della scuola vengano riportati «a casa loro». Cioè tornino a studiare nel plesso della frazione di Quiesa, dichiarato inagibile nell’estate del 2019 con un’ordinanza firmata dal sindaco Alberto Coluccini. Proprio quest’ultimo, però, spiega: «Non abbiamo mai detto che la scuola non la ristrutturiamo. Ma ha bisogno di un intervento massiccio che non si concluderebbe con 1 milione di euro».

Intanto il comitato si fa forte di quasi mille firme. «La dicono lunga sull’interesse che la nostra comunità ha per la scuola di Quiesa. Per questo speriamo che il sindaco, visto questo messaggio popolare unito ad altre forme pacifiche di protesta, venendo incontro alle esigenze di 150 alunni e di due interi paesi, si attivi – si legge in una nota – in breve tempo per dar vita a un progetto concreto volto a dare ai nostri bambini la scuola sicura e didatticamente valida cui hanno diritto».

In realtà, al momento progetti relativi alla ricostruzione del plesso scolastico non ci sono. C’era quello relativo al miglioramento dell’efficienza energetica – bocciato dalla Soprintendenza – che però non serve a rendere di nuovo fruibile l’edificio. Infatti è stato dichiarato, dopo le perizie, non solo carente dal punto di vista dell’antisismica, ma anche non più a norma in relazione ai carichi verticali. Cioè i solai non sono in grado di resistere a certi pesi. Genitori ed insegnanti speravano che l’amministrazione facesse chiarezza in uno degli ultimi consigli comunali del 2019, ma la discussione è stata rimandata. Nella struttura didattica di Quiesa si trovava una sezione delle elementari, e dell’asilo.

«Quando non era ancora emerso che la scuola aveva problemi strutturali – dice Coluccini – avevamo proposto di fare una fusione fra i lavori di efficientamento energetico e quelli sull’antisismica». Ovvero fare 900 mila euro di intervento: 360 mila euro in arrivo dalla regione Toscana con la necessità di un cofinanziamento di 90 mila euro; poi il contributo della Cassa di Risparmio di Lucca per il miglioramento sismico di 400 mila euro, anche questo abbinato ad una parte messa dal comune (minimo 100 mila euro). In totale Massarosa dovrebbe mettere 190 mila euro ma a fatica ne troverebbe 140 (messi a bilancio).

«I cittadini devono capire che questo Comune è in dissesto e la situazione è complessa - dice Coluccini – Entro un mese daremo delle risposte. Stiamo valutando il quadro completo sulla base di più dati: le nascite, le spese di manutenzione di 21 plessi scolastici, le capacità economiche di cui dispone l’ente, e quanto costerà rendere di nuovo agibile la scuola di Quiesa». —

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