Gioco
Chiude la bottega di Albe’ a Ponterosso era un’istituzione
Dopo una vita passata a fare barba e capelli Alberto Beani ha deciso di andare in pensione: da cinque anni gestiva il negozio da solo
LA STORIA
Va in pensione con il nuovo anno Alberto Beani, classe 1962, il barbiere di Ponterosso, Albe’ per tutti, personaggio emblematico della frazione tra Crociale e la via Aurelia. Un’istituzione per il luogo, capace dopo oltre quarant’anni nella solita bottega di chiudere per sempre la saracinesca.
In quella bottega di barbiere di altri tempi, Albe’ ci è cresciuto, da ragazzo di bottega fino a diventarne il proprietario, prima in coppia con Roberto che gli ha insegnato il mestiere, poi dopo la pensione di quest’ultimo negli ultimi cinque anni da solo a portare avanti l’attività.
Albe’ e Robe’ erano una coppia favolosa, interista sfegatato l’uno e altrettanto tifoso del Milan l’altro, sempre a beccarsi su tutto, capellone il primo, elegante e compassato l’altro, il luogo perfetto per cui barba e capelli non erano solo una necessità ma anche un modo per rilassarsi e sapere ovviamente i fatti di tutti. Una bottega che ha avuto una clientela variopinta e variegata, personaggi stravaganti e professionisti, giovani e meno giovani che però sono legati al barbiere sull’Aurelia dove c’è sempre stata la fila. Sarà per il taglio e per il tocco magico di Alberto, ma soprattutto per il clima di ironia e spensieratezza che vi si respira. Qui si è sempre parlato di tutto, dal calcio alla politica locale e nazionale, e Albe’ ha sempre avuto una sua soluzione per tutto come ogni barbiere che si rispetti.
La bottega di Albe’ chiude e con la bottega se ne vanno i ritagli della Gazzetta, il poster dell’Italia campione del 1982 ovviamente, i calendari, l’armadietto per le giacche e il divanetto per l’attesa dove ogni volta si trovava un qualche libro di storia locale donato dagli autori. Si chiude un’epoca e per il taglio capelli e per sapere tutto della zona bisognerà andare altrove.
Chiunque venga non sarà Albe’, geniale intrattenitore della clientela con una mano alle forbici e una fuori dalla porta per fumare. Lo attende una nuova avventura oltre la pensione. Dai clienti un enorme grazie per questi anni di amicizia e allegria. Le gazzette, i calendari, i libri andranno altrove, ma resteranno nei ricordi. —
Michele Morabito
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