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Va in pensione il dottor Spina una vita dedicata alla medicina
Un curriculum di oltre 40 anni spesi tra l’attività chirurgica e il suo ambulatorio Lascia 1.500 mutuati: «Sono il mio mondo, non sarà facile staccarsi da loro»
Una vita, professionale e umana, dedicata alla medicina, ai rapporti con i propri pazienti, alla voglia di guardare oltre, di innovare. Un percorso, quello intrapreso da Daniele Spina nel 1977 che oggi, dopo oltre 40 anni, è giunto alla sua conclusione. «È tempo di andare in pensione e in questo momento - spiega Spina, circa 1.500 mutuati - provo fortissime emozioni. Non sarà semplice staccarsi da questo mondo, dal mio mondo».
Gli inizi, come medico condotto, a Pescaglia, poi Pietrasanta: la chirurgia al Lucchesi e la medicina generale portata avanti in 4 decadi di attività sempre più intensa e coinvolgente. «Mi fa piacere ricordare che negli anni in cui ho presieduto la Rsa Pio Campana di Seravezza vi realizzammo il primo “Giardino Alzheimer della Versilia” (il secondo in tutta la Toscana): un percorso floreale - precisa Spina - che con i vari colori e profumi aiutava i pazienti colpiti dall’alzheimer a superare il disorientamento spaziale. Fummo ancora i primi a realizzare un diurno nella residenza sanitaria assistita e un’assistenza infermieristica 24 ore al giorno nella stessa Rsa. Aprii il mio ambulatorio in via Garibaldi il 19 marzo 1977 - ricorda Spina - c'erano ancora le Casse Mutue mentre non vi era traccia di guardia medica. Dovevamo essere reperibili sempre: giorno e notte. Ci si alzava per una chiamata notturna se un paziente aveva un attacco d'asma, una colica o una qualsiasi altra urgenza. Di alcune famiglie ho conosciuto e curato 5 generazioni, anche perché non c'era sempre il pediatra di famiglia e il medico seguiva i pazienti fin dalla nascita. Il giorno prima dell'apertura dell'ambulatorio avevo cercato in tutta Pietrasanta un crocefisso, ma non uno qualunque: lo volevo di legno sul modello della croce di San Damiano. Non ero riuscito a trovarlo. La mattina successiva la prima persona a varcare la soglia del mio ambulatorio fu Anna Tartaglia, una terziaria francescana allora presidente della Federazione comunale dei coltivatori diretti di Pietrasanta e mi portò in dono bene augurale proprio un piccolo crocefisso di San Damiano. È rimasto fino a oggi in ambulatorio con me».
Nel curriculum di Spina c'è anche l'attività chirurgica svolta alla casa di cura San Camillo, a Forte dei Marmi dal 1977 al 1996 sia come aiuto di chirurgia generale che di chirurgia pediatrica riabilitativa. «In quegli anni - ricorda - insieme al mio primario, il fiorentino professor Francesco Poccianti, abbiamo condotto circa diecimila interventi su bimbi malformati. Anche questa è stata un'esperienza importante. Impossibile da dimenticare per i mille risvolti umani. Oggi vorrei esprimere la mia profonda gratitudine e il mio sincero affetto per tutte quelle persone che in questi anni sono state come parte della mia famiglia. Mi hanno fatto crescere umanamente: a loro devo molto e non dimenticherò nessuno di loro. Perfino chi non c'è più è sempre presente nei miei pensieri e nei miei sentimenti». —
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