Gioco
Scritta dal figlio di Enzo Jannacci la canzone del Carnevale di Viareggio 2020
Commissionato al musicista jazz il brano per l’edizione del prossimo anno. Ma ad interpretarla potrebbe essere un volto noto del mondo della musica
CLAUDIO VECOLI
Viareggio. La canzone regina del Carnevale di Viareggio 2020 porterà la firma di Paolo Jannacci. E sarà prodotta dalla Fondazione. La notizia non è ancora ufficiale, ma circola con insistenza da alcuni giorni negli ambienti della Cittadella. Il brano – scritto dal figlio di Enzo Jannacci, già affermato jazzista e di recente anche cantautore – è già pronto e sarà presentato nelle prossime settimane dalla Fondazione. E avrà il compito di lanciare il prossimo Carnevale di Viareggio anche attraverso la musica. Un Carnevale, quello del 2020, che avrà come filo conduttore quello del rapporto fra padri e figli. E, dunque, la decisione di affidare la canzone simbolo della prossima edizione al figlio di Jannacci si inserisce in questo contesto. Anche se sarà una scelta destinata a sollevare più di una polemica, visto che con ogni probabilità (la decisione non è ancora formalmente adottata) sarà anche la canzone ufficiale che fino allo scorso anno era invece abbinata al Festival di Burlamacco.
Nel nome del padre. La canzone del Carnevale 2020 è dunque pronta. Così come il titolo, tenuto ancora gelosamente top secret. Di sicuro c’è il nome dell’autore, figlio di un mostro sacro della musica d’autore italiana come Enzo Jannacci. Tuttavia Paolo Jannacci non è solo “il figlio di”. Quarantotto anni, milanese, è (ovviamente) cresciuto nel mondo della canzone e fin dall’età di sei anni ha iniziato a studiare musica tanto da suonare ben tre strumenti: pianoforte, basso e fisarmonica. Nella più che trentennale carriera, ha vinto ben tre premi Tenco, un premio Lunezia e svariati altri riconoscimenti, affermandosi soprattutto come musicista jazz. Questo non significa tuttavia che abbia “rinnegato” il padre. Tutt’altro. Uno dei suoi spettacoli di maggior successo portati in giro per l’Italia è infatti In concerto con Enzo nel quale ha riproposto – in chiave jazz – molti dei successi di papà: da “Vengo anch’io. No, tu no” a “Messico e nuvole”, da “L’Armando” a “El portava i scarp del tennis”. Autore di colonne sonore per il cinema e per la pubblicità, la carriera di cantautore di Paolo Jannacci, tuttavia, è molto più recente. E risale alla scorsa estate, quando ha presentato “Canterò”, un brano composto insieme a Michele Serra. La canzone scritta per il Carnevale di Viareggio è dunque una delle prime che ha firmato come autore. E non è escluso che a cantarla sia qualcun altro. Per interpretare il brano si sta cercando (e forse è già stata trovata) un’altra voce. Ma anche su questo, al momento, non ci sono conferme.
Obiettivo: sprovincializzare. La scelta di affidare la canzone simbolo dell’edizione 2020 del Carnevale di Viareggio ad un autore non locale va incontro ad un altro degli obiettivi perseguiti nel corso dei primi quattro anni della presidenza di Marialina Marcucci. Ovvero quello di sprovincializzare il Carnevale e dare un respiro sempre più nazionale (se non internazionale) alla manifestazione. Una politica che in passato le ha attirato però più di una critica perché interpretata come un tentativo di sradicare il rapporto fra Viareggio e il suo Carnevale.
Canzone ufficiale o no? Altro tema “caldo” riguarda la scelta della canzone ufficiale dell’edizione 2020. Se – come tutto lascia credere – il brano di Paolo Jannacci sarà anche canzone ufficiale del prossimo Carnevale, questo significa che sarà definitivamente sciolto il legame con il Festival di Burlamacco, il concorso canoro nel quale ormai da molti anni veniva incoronata la canzone ufficiale. Già lo scorso anno, su questo punto, ci fu un’aspra polemica proprio fra Marialina Marcucci e i Carnevalari (organizzatori del Festival) che si concluse con un parziale dietrofront della presidente della Fondazione. Un anno dopo tutto lascia presupporre che lo strappo si riproponga. E stavolta con esiti opposti. —
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