Gioco
Francesco Bergamini, lo scrittore che ha divulgato la storia di Viareggio
Ha firmato decine di libri, saggi e pubblicazioni. L’amico Mario Tobino lo ha citato nel suo «Sulla spiaggia e di là dal molo». Così lo ricorda Paolo Fornaciari
Quindici anni fa, il 28 dicembre 2004, se ne andava Francesco Bergamini, il primo storico ad occuparsi in maniera organica e puntuale delle vicende della “sua” Viareggio nonché fondatore del Centro documentario storico. Tantissime le pubblicazioni lasciate come eredità alla città. Fra queste la più importante è senza dubbio «Le mille e una notizia di vita viareggina», volume pubblicato da Pezzini Editore e ormai da anni introvabile, ritenuto la pietra miliare degli studi sulla storia di Viareggio. A ricordarlo è Paolo Fornaciari, che di Bergamini è stato una sorta di “delfino”, avendolo sostituito fra l’altro proprio alla direzione del Centro documentario.
Paolo Fornaciari
Il ricordo di Francesco Bergamini quindici anni dopo la sua morte non può che passare dal ruolo fondamentale ed innovativo che egli ebbe, da dipendente pubblico, all’interno della macchina amministrativa del Comune di Viareggio. Prima, all’inizio degli anni Cinquanta, come addetto alla segreteria del sindaco Antonio Catelli ideò ed organizzò l'Ufficio Relazione Pubbliche e diede alle stampe il "Notiziario dell'U.R.P.", un periodico pensato per tenere informata la cittadinanza sulla vita amministrativa del Comune, anticipando l’attività di comunicazione nel settore della pubblica amministrazione.
Fu proprio per reperire notizie storiche da pubblicare sul “Notiziario” che scoprì, allora abbandonati in locali fatiscenti, i numerosi documenti che formavano l'archivio preunitario comunale. Bergamini comprese subito l'importanza di quel patrimonio e l'urgenza di recuperarlo per assicurarne la conservazione e la consultazione, ai fini della valorizzazione della storia di Viareggio.
Nacque così l'idea della realizzazione del Centro Documentario Storico, poi sancita con le deliberazioni del Consiglio Comunale di Viareggio n. 185 del 30 luglio 1963 e n. 287 del 20 dicembre 1963, che assegnarono la direzione a Bergamini. In questo nuovo ruolo avviò lo studio dei documenti d’archivio, raccogliendo notizie ed informazioni su fatti, avvenimenti e personaggi della storia di Viareggio fino ad allora quasi sconosciuti.
Il suo interesse ed il suo amore per la storia di Viareggio sono documentati dalle molte iniziative editoriali. Prima pubblicò, con il contributo del collega Marco Palmerini, la serie "Viareggio e la sua storia", articolata in sei volumi monografici che raccontano la storia della città fino ai primi anni dell'Ottocento. Nello stesso tempo diede anche vita alla fortunata rivista di storia, cultura e costume "Viareggio ieri", coinvolgendo nel progetto importanti protagonisti della cultura non solo di Viareggio e della Versilia: Mario Tobino, Silvio Micheli, Leone Sbrana, Adolfo Lippi, Carlo Alberto Di Grazia, Enrico Tomei ed altri ancora. La rivista, che vide la luce nel 1964, portò un contributo importante al recupero dell’immagine della Viareggio di ieri grazie al ricco repertorio di immagini immortalate da Giuseppe Magrini, un pioniere della fotografia che fra la fine dell’Ottocento ed i primi decenni del Novecento con migliaia di scatti documentò momenti di vita e di lavoro, personaggi illustri e testimonianze artistiche ed architettoniche della città.
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Oltre alle monografie di “Viareggio e la sua storia”, ricordiamo alcune delle altre pubblicazioni da lui curate: "A Viareggio con il treno dei ricordi", "Viareggio racconta..." e “Viareggio racconta ancora”, "Antifascismo e Resistenza in Versilia", scritto con Giuliano Bimbi, nonché "Le mille e una notizia di vita viareggina", una sorta di opera omnia alla quale hanno fatto riferimento tutti coloro che si sono interessati della storia di Viareggio e che meriterebbe di essere oggetto di una nuova ristampa.
Mario Tobino, nel suo romanzo “Sulla spiaggia e di là dal molo”, edito nel 1966 e che è una grande opera letteraria apprezzata anche per il suo contributo che ha fornito alla divulgazione della storia di Viareggio, nel capitolo "Come faremo a dire tutto" ha dedicato a Francesco, al quale era legato da fraterna amicizia, una citazione scrivendo: «...e il Bergamini che per primo ci disse il nerbo delle storie marine...».
Nonostante che Francesco Bergamini non amasse essere definito uno "storico", ma piuttosto un cultore di memorie locali, non possiamo che affermare che egli ha dato un contributo unico e originalissimo alla valorizzazione della storia e della cultura della città e che la sua mancanza ha prodotto un vuoto difficilmente colmabile.
Per chiudere non si può rimarcare, con rammarico, che il Centro Documentario Storico, che negli anni aveva acquisito una dimensione ed un ruolo originale ed importante, con all’attivo numerose e qualificate iniziative editoriali ed una intensa attività didattica di promozione della storia di Viareggio, e che nel 2005, con delibera della Giunta Comunale n. 274 del 10 maggio, sia stato intitolato al suo fondatore, assumendo la denominazione di Centro Documentario Storico "Francesco Bergamini", di fatto è stato depotenziato, perdendo autonomia organizzativa e funzionale e vanificando in qualche modo l’impegno profuso a suo tempo da Francesco Bergamini e la dimensione acquisita negli anni dal Centro nel panorama delle istituzioni culturali regionali e non solo. —
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