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Licenziate l'antivigilia di Natale due lavoratrici della casa di riposo

Licenziate l'antivigilia di Natale due lavoratrici della casa di riposo

Sono la segretaria e una fisioterapista del pensionato Barbantini in centro. Il sindacato sul piede di guerra: pronto a ricorrere alle vie legali

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VIAREGGIO. Doveva essere il momento della festa, il momento degli auguri, dei regali, dei buoni propositi per l’anno nuovo. E invece, per due lavoratrici del pensionato Maria Domenica Barbantini, in via Sant’Andrea a Viareggio, l’antivigilia di Natale è stata l’inizio di un incubo: il licenziamento, la disoccupazione. Sono la segretaria e una fisioterapista della casa di riposo. «Alla prima - spiega Marco Morbidelli, responsabile sanità privata per la Fp Cgil di Lucca, che ha reso pubblica la notizia - aveva un contratto full-time. Le è stato proposto inizialmente di passare da 38 ore a 15, ma con una famiglia da mantenere era improponibile. La seconda era già part-time, quindi è stata licenziata in tronco».

Le due lavoratrici ad anno nuovo saranno ufficialmente senza lavoro. Sono due dipendenti della cooperativa sociale San Pio che, dall’aprile del 2018, ha in appalto tutti i servizi all’interno della casa di riposo gestita dalle suore ministre degli infermi. Dallo scorso anno, quindi, tutti i dipendenti (una quindicina) delle suore sono passati sotto la cooperativa. E fino a settembre di quest’anno tutto ok. Tre mesi fa la cooperativa ha dovuto lasciare a casa il primo dipendente: l’addetto al centralino, che era anche nella categoria protetta. «A seguito di un’ispezione dell’Asl - spiega il sindacalista - le suore dovevano acquistare ausili necessari per il tipo di ospiti residenti. Così le religiose, prima hanno minacciato di chiudere, poi hanno rinnovato l’appalto alla cooperativa per tre mesi e tolto il servizio di portineria e centralino, dicendo che se ne sarebbero occupate loro». Il 23 dicembre la seconda doccia fredda.

«Le religiose hanno deciso di non avere più bisogno di alcune figure, come la segretaria, la fisioterapista e gli Oss che, invece, verranno trasferiti nell’altra casa di cura di Bicchio. Bel regalo di Natale per le lavoratrici. Senza dimenticare che ci sono anche i servizi a rischio - sostiene il sindacalista -. Le suore dovrebbero occuparsi dei servizi che non verranno più coperti direttamente dai dipendenti della cooperativa. Ma sembra evidente che, dal momento che il servizio viene appaltato in toto, l’aiuto diretto delle suore potrebbe essere solo di supporto religioso. La loro presenza non potrebbe sopperire alla carenza di personale in relazione alle ore di assistenza per non incorrere nelle problematiche inerenti alla intermediazione di mano d’opera, data la natura commerciale dell’appalto». Il sindacato annuncia anche di voler ricorrere alle vie legali.

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