Il Tirreno

Versilia

SERVIZI PUBBLICI 

Progetto anti-dipendenze rischio chiusura dietro l’angolo

L.B.

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PIETRASANTA. Alcol, marijuana e cocaina: la mappa delle dipendenze, tracciata dal Progetto Comunità Aperta che segue circa 150 persone provenienti da tutta la Versilia, evidenzia una problematica di sempre complicata gestione. «Così come è preoccupante l'uso massiccio di benzodiazepine, talvolta prescritte da medici dalla penna facile mentre sarebbe auspicabile che gli stessi iniziassero a segnare metadone, almeno per i pazienti ben introdotti in un piano terapeutico. Da questo punto di vista dobbiamo dire che l’utenza della nostra zona - spiegano dal Pca - è fortunata, in quanto la maggioranza delle persone che seguiamo ha un'occupazione stabile. Visti anche i sequestri che ci sono stati, va poi preso atto del forte ritorno dell’eroina nelle piazze di spaccio, che sono sempre più strutturate e organizzate, quasi delle aziende che offrono un servizio con consegne a domicilio. Per la cocaina l'aumento di abuso è nei fatti. Cocaina, peraltro, sempre più spesso tagliata con sostanze pericolose. In merito a questo l'attività del Pca si basa sulla riduzione del danno, anche perché ad oggi non ci sono farmaci antagonisti per curarne l’abuso mentre l’invio di soggetti in strutture convenzionate per la disintossicazione si è dimostrato poco efficace».

Poche invece le richieste di aiuto per chi è dipendente da ludopatia. «Queste persone sono restie ad avvicinarsi a un servizio che si occupa prevalentemente di altro genere di dipendenze, magari per motivi legati alla privacy. Al riguardo ricordiamo che tutto il lavoro di assistenza viene svolto la mattina, in orario diverso dalla somministrazione dei farmaci, che è presidiata da medico e infermiera professionale e che si tiene, fatto salvo il lunedì mattina, solo durante il pomeriggio».

Una struttura, il Pca, di enorme importanza per il territorio, ma che rischia la sospensione del servizio - e di conseguenza la chiusura - già entro le prime due settimane del 2020. Il motivo si lega alla problematica, cronica oramai, dei mancati contributi economici necessari per supportare l'attività. «Ad oggi siamo ancora in attesa di risposte dai comuni di Forte dei Marmi, Seravezza e Camaiore - fa sapere il presidente Luca Bonci -: durante un recente incontro queste amministrazioni hanno ribadito la disponibilità a garantire la propria quota-parte: parole però non seguite dai fatti. Ad eccezione dei 10mila euro di Pietrasanta, come da impegno dell'assessore Elisa Bartoli, non abbiamo ancora ottenuto segnali concreti. E siamo in attesa da mesi che Asl faccia un nuovo bando per incrementare la quota annuale che sempre oggi è insufficiente. Non ci sono alternative: o si arriva a garantire in tempi certi la copertura economica necessaria o il Pca, a inizio anno, sarà costretto a sospendere il servizio. E questo significherà lasciare senza supporto in zona oltre un centinaio di persone con importanti problemi di dipendenza. Chiusura che avrà conseguenze anche sui dipendenti della struttura e sui volontari che da tempo operano in un contesto di precarietà. La problematica è seria: non resta che sperare che vengano mantenuti gli impegni presi». — L.B.

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