Il Tirreno

Versilia

VIAREGGIO FUORI DAL TUNNEL 

Il 2020 sarà l’anno dei conti in ordine e del recupero dell’evasione fiscale

Donatella Francesconi
Il 2020 sarà l’anno dei conti in ordine e del recupero dell’evasione fiscale

Il sindaco: abbatteremo il disavanzo e restituiremo allo Stato  trenta milioni del mutuo contratto per pagare il dissesto

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«Finalmente inizieremo a riscuotere». Si approva alle porte del Natale il bilancio di previsione ed il sindaco Giorgio Del Ghingaro ribadisce: «Abbiamo fatto una cosa che mai era stata fatta. Cioè, la verifica del tributi precedenti. Ne derivano 40 milioni da incassare per il Comune». Ovvero, una entrata «straordinaria di almeno 24 milioni nel prossimo anno» che permetterà ai conti pubblici «di abbattere il disavanzo nei primi mesi del 2020».

Anche se il tam tam che rimbalza dai professionisti del settore è quello di una “pioggia” di cartelle già in arrivo anche in quei casi in cui il tributo non dovuto era stato oggetto di correzione prima della fallita Viareggio Patrimonio e poi di ICare, che nella riscossione l’ha sostituita impropriamente, come ormai certificato dalle sentenza delle commissioni tributarie provinciali.

A proposito di Viareggio Patrimonio e relativo fallimento, il primo cittadino ieri in consiglio ha voluto portare un altro annuncio choc: il Comune di Viareggio sarà in grado di «restituire» il mutuo da 30 milioni contratto con lo Stato per garantire all’Organismo straordinario di liquidazione di chiudere i conti del dissesto. Una operazione che porterà l’Ente «alla riduzione dell’indebitamento». Prevista, secondo le tabella allegata alla relazione di bilancio, dagli attuali 90.196.320,10 milioni di euro ai 76.939.214,44 previsti per l’anno di competenza 2022.

Operazione possibile - ha spiegato Del Ghingaro - anche, e soprattutto, grazie alla “partita” del dare/avere tra Viareggio Patrimonio e Organismo straordinario di liquidazione. Al quale, sul finire 2019, è arrivata dallo stesso Del Ghingaro l’indicazione di chiudere in fretta proprio questi conti. Che il sindaco, ieri in consiglio, ha così sintetizzato: «La Patrimonio dova restituire al Comune 25 milioni di tributi riscossi e trattenuti indebitamente. Milioni che saranno pagati all’Osl sotto forma di crediti privilegiati, dunque denaro contante. Poi ci sono 17 milioni di crediti chirografari. L’Osl ha proposto alla curatela il pagamento al 50% di 17 milioni, circa 8,5 milioni. Residua da questa operazione un credito di circa 17/18 milioni. Che sommati ai 27 che sono in cassa fanno quasi 50 milioni. L’Osl dovrà ancora pagare 5 milioni in tutto, circa. La cifra che avanza tornerà al Comune che la girerà allo Stato per restituire il mutuo ricevuto per pagare il dissesto».

Al momento, però, tra curatela della Patrimonio e Osl non vi è niente di firmato. Anche perché un curatore fallimentare non decide per così dire “in proprio”, ma deve ottenere l’autorizzazione definitiva dal Tribunale fallimentare. La proposta, dunque, dovrà essere esaminata dai creditori e dal giudice delegato. E, comunque, la valutazione finale attiene sempre alla maggiore o minore convenienza dei contenuti di un eventuale accordo rispetto, invece, al procedere con una contestazione in Tribunale della proposta dello stesso Osl.

Insomma, sui conti annunciati dal primo cittadino potrebbe allungarsi l’ombra del ricorso della Patrimonio fallita in merito alla proposta definitiva che l’Osl presenterà.

Del Ghingaro, ieri, si è soffermato anche sul contenzioso che il Comune ha in essere con la Viareggio Porto in liquidazione: «Vantiamo di un credito in tributi di 4,8 milioni che non abbiamo volontariamente inserito in bilancio». Ma che, prima o poi, andrà pur riscosso. —



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