Sicurezza
Sospensione contro il dissesto, poi duello al Tar per annullarlo
Il centrosinistra di Massarosa fa ricorso al Tribunale amministrativo toscano L’avvocato Altavilla: «Procedure sbagliate. C’è stato uno sviamento di potere»
«La motivazione che ha spinto a dichiarare il dissesto è politica e non tecnica, per questo sosteniamo che l’atto non sia legittimo». Lo ripetono più volte alla conferenza stampa di ieri – in una sala del consiglio piena – gli esponenti di centrosinistra di Massarosa. Hanno annunciato il ricorso al tribunale amministrativo di Firenze per far annullare la delibera di fine novembre presa dell’amministrazione Coluccini, con la quale è stato dichiarato il dissesto finanziario dell’ente. Il primo punto però che la minoranza cercherà di portare a casa è la sospensione della delibera sul quale il Tar si esprimerà entro circa 20 giorni.
«Presenteremo un’istruttoria approfondita – ha spiegato l’avvocato Giancarlo Altavilla –, se sarà accettata la sospensiva riusciremo intanto ad evitare gli effetti immediati del dissesto». Perché appunto tutto sarà congelato, così come tutte le misure conseguenti allo stato finanziario di Massarosa. «Poi ci sarà la battaglia vera per annullare una delibera che se la leggete è molto sintetica, al pari di una delibera che si fa per una sagra di paese», ha detto l’avvocato. Presenti c’erano tutti i consiglieri di minoranza – Damasco Rosi e Simona Barsotti del Pd, Francesco Mauro di Massarosa Futuro, e Stefano Natali di Sinistra Comune – il segretario del Pd di Massarosa Adolfo del Soldato, e Riccardo Brocchini segretario di federazione.
Come hanno spiegato, il Tar non entrerà nei contenuti ma giudicherà se le procedure usate dall’amministrazione Coluccini sono state corrette. Due i fronti su cui la minoranza farà leva: si cercherà di dimostrare che non ci sono oggettive motivazioni tecnico-economiche che hanno portato a dichiarare il dissesto finanziario, e che c’erano altre azioni da mettere in atto. Prima di tutto, secondo l’avvocato, «il predissesto, annunciato già quest’estate, prevede un piano di rientro che può durare anche anni. Inoltre, prima di arrivare a questa situazione è previsto il dissesto guidato, che non c’è stato».
Fra le misure che potevano applicare per recuperare il buco di 10 milioni e 800 mila euro c’è anzitutto quella di portare al massimo la pressione sulle imposte locali. Cosa che comunque avverrà adesso. L’ex sindaco Franco Mungai e Rosi hanno ricordato alcune cifre che potevano essere recuperate: 6 milioni da Toscana Energia; inviare 4800 cartelle per avvisi di pagamento; e esigere il credito che Massarosa ha con Camaiore di oltre 1 milione di euro.
È fra il pubblico soprattutto che è emersa preoccupazione sulle conseguenze del dissesto, in particolare sul taglio di agevolazioni ed esenzioni (sulla pubblica istruzione e in aiuto alle famiglie disagiate), e le imposte che saliranno al massimo.
Invitato c’era anche il deputato Umberto Buratti che da ex amministratore ha ricordato che la corte dei conti non era mai intervenuta —.
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