La manifestazione
Stroncato da un malore a 58 anni
Stefano Tardelli era consulente di Azimut e una colonna del Tennis Italia. È stato anche candidato sindaco a Stazzema
PIETRASANTA. A trovarlo è stata la figlia. Lui non era tornato a casa all’ora di cena e i telefoni squillavano a vuoto. Lo è andata a cercare nel suo studio nel centro storico di Pietrasanta e lo ha trovato lì, a terra. E al telefono con il personale del 118 che le spiegava come fare il messaggio cardiaco, ha provato a rianimarlo. Riprovava e riprovava, implorando al primo uomo della sua vita di svegliarsi. E anche i soccorritori della Croce verde, arrivati poco dopo nell’ufficio, ci hanno provato. Per un’ora. Con le mani, con il defibrillatore, con tutto l’amore che avevano, ma non è servito. Stefano Tardelli, uno dei fondatori della società di consulenza di Azimut ed ex consigliere comunale per il centrodestra a Stazzema, se ne è andato mercoledì sera all’età di 58 anni. Originario di Ruosina ma residente a Cerreta Sant’Antonio (Seravezza), Tardelli fu tra le trenta persone che il 22 gennaio del 1988 fondarono a Milano la Azimut Consulenza Sim spa, una delle più importanti società italiane di consulenza e gestione patrimoniale che al 30 agosto dello scorso anno amministrava una cifra come 52 miliardi di euro. E il merito era gran parte suo. Non a caso nell’ultima convention milanese del gruppo Azimut era stato insignito del ruolo di "maestro".
«Stefano era tra i pochi con l’esperienza e la competenza e la caratura da poter guidare i duecento giovani che avevano intrapreso la medesima carriera», lo ricorda Sergio Marrai, patron del Tennis Italia. Tardelli era infatti anche una delle colonne del club di Forte dei Marmi e tra i principali sponsor. «Se abbiamo la serie A lo dobbiamo anche a lui». Il Tennis Italia, per Tardelli, era una seconda casa. Anche mercoledì pomeriggio era lì, per un caffè, prima di tornare nel suo studio a Pietrasanta. «Era una persona mite, buona, corretta, umile, riservata - lo ricorda Marrai-. Stefano era un professionista brillante che s’era fatto dal nulla ed aveva raggiunto il successo grazie alla forza delle idee ed alla solidità dei valori più sani e positivi, da lui sempre perpetrati; Stefano era un caro amico, non solo nostro ma di tutto il Tennis Italia, di cui era una colonna portante. Da oltre dieci anni, quasi non passava giorno che, nei ritagli di tempo che il lavoro gli concedeva, non facesse un salto sui campi di terra rossa, per una partita di tennis oppure anche solo per un saluto. Perché era la sua seconda casa, e di quella squadra che porta il nome del circolo era un appassionato tifoso ed energico sostenitore. Fatichiamo ad immaginare ogni singolo appuntamento, ogni singola attività futura del Tennis Italia senza di lui».
Nel 2004 si candidò anche a sindaco a Stazzema con una lista di centro-destra. Perse le elezioni, ma entrò in consiglio comunale come capogruppo dell’opposizione. Lo ricorda con affetto l’attuale consigliere comunale di minoranza Amerigo Guidi, che all’epoca era assessore nella giunta Silicani. «Sono rimasto sconcertato, anche perché proprio ieri mattina (martedì, ndr) l’ho incontrato, ci siamo fatti gli auguri, abbiamo parlato un po’ di politica. Era una persona preparata, ci fece un’opposizione puntuale, precisa, chiara e senza sconti. Non era un nemico, era un avversario dai modi gentili».
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