La manifestazione
Niente rotatoria a Motrone I cittadini tornano a protestare
Raccolte 1.500 firme per dire addio alle “curve”, ma il Comune stoppa l’opera «Siamo allibiti, non ci si rende conto che ogni giorno qui si rischia la vita»
pietrasanta. «Ricominceremo la raccolta delle firme. Noi non ci fermiamo, questo tratto di via Aurelia era e resta pericolosa. Qui ogni giorno si rischia la vita». La realizzazione della rotatoria alle curve di Motrone sparisce, per volere dell’amministrazione comunale, dalle opere pubbliche triennali e, come da facili previsioni, la decisione lascia in scia rabbia e amarezza a Marina di Pietrasanta.
«Oltre 1.500 persone, ad oggi, hanno firmato perché venisse realizzata questa soluzione viaria, visto l’alto rischio quando si transita in zona – fanno sapere alcuni cittadini che hanno dato vita ad un Comitato – oggi scopriamo che i lavori non rientrano neppure nella programmazione triennale. Dire che siamo allibiti, è poco. Fra chi ha firmato per la rotatoria ci sono residenti, turisti, titolari di attività: tutte persone che niente hanno a che vedere con la politica e che chiedono, da tempo, una soluzione duratura per ripristinare la sicurezza nel tratto di via Aurelia–via Tremaiola. Le firme si raccolgono all’edicola-libreria Tonacchera in via Versilia, a Tonfano».
Amministrazione comunale che, parole del sindaco Alberto Giovannetti, ribadisce però di avere fra le priorità proprio la realizzazione della rotatoria e che la cancellazione dal piano delle opere pubbliche si lega al coinvolgimento di Anas nel progetto. «Ma quali sarebbero i tempi? E poi cosa significa coinvolgere Anas quando bastava inserire il progetto, se non subito, quanto meno nel piano di investimenti dei prossimi 2 anni. Servono risposte precise e fatti. Incidenti diminuiti dopo le migliorie adottate? Ma se il tratto non è neppure illuminato e attraversare a piedi è un terno al lotto. Solo pochi mesi fa è morta una persona su questo tratto, ma di cosa stiamo parlando?», rilanciano da Marina di Pietrasanta.
Con annesso punto di domanda: visto il gettito derivante da «autovelox e telecamere varie, perché non utilizzare, come previsto, parte degli introiti nel miglioramento della sicurezza stradale proprio a Motrone e ancora sul resto del territorio? Riteniamo un dovere eliminare i pericoli di transito in quella curva: i rischi giornalieri sono sotto gli occhi di tutti». —
L.B.
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