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Pignorate le statue di Aceves per un debito con il sindaco

Melania Carnevali
Pignorate le statue di Aceves per un debito con il sindaco

Lo scultore messicano non aveva pagato alcuni trasporti. Il legale: «È stato un disguido, l’assegno è arrivato in ritardo»

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PIETRASANTA. Aveva un debito con il sindaco Alberto Giovannetti in quanto socio della autotrasporti Seardo, società pietrasantina che si occupa di allestimenti mostre e di trasporti, in ambito nazionale e internazionale, di (anche) opere d’arte. Per questo l’ufficio giudiziario del tribunale di Lucca, nei giorni scorsi, ha pignorato tutte le statue, custodite in un capannone in via Sarzanese, di Gustavo Aceves, il noto artista messicano, padre dei cavalli mutilati esposti anche ai Fori Imperiali di Roma e davanti alla Porta di Brandeburgo a Berlino, a cui la galleria Il Forte Arte proprio nei giorni scorsi ha assegnato il premio alla carriera “Lorenzo il Magnifico” per l’anno 2019.

Lo scultore era già finito nel mirino della Guardia di finanza di Viareggio nei mesi scorsi per un’evasione di diverse decine di migliaia di euro che si era risolta con un accordo conciliativo con l’Agenzia delle entrate. Questa, però, è tutta un’altra vicenda, tra privati: l’artista e la società di cui il sindaco Giovannetti è socio. Aceves non avrebbe pagato alla Seardo i vari trasporti delle opere d’arte. Da qui il debito, il cui ammontare però non è noto.

Il legale dello scultore, Massimiliano Torre, fa sapere che «si tratta di un disguido tecnico. L’assegno non è arrivato in tempo dal Messico. Ma è già stato tutto risolto. In questi giorni verrà cancellato il pignoramento delle statue». Anche il sindaco Giovannetti, contattato da Il Tirreno, replica con un secco «tutto risolto» e, anche lui, aggiunge «solo un disguido, non ci sono più problemi».

Ma come si arriva a un pignoramento mobiliare? Funziona così: il creditore che vuole soddisfare il proprio credito mediante questo procedimento (in questo la società autotrasporti Seardo) deve prima notificare al debitore il precetto con cui intima a tale soggetto il pagamento, entro dieci giorni, delle somme a lui dovute, pena l’esecuzione forzata. L’obbligo del pagamento risulta sempre da un titolo esecutivo, cioè un documento che autorizza l’esecuzione forzata nei confronti del soggetto. Trascorsi i dieci giorni dall’atto di precetto, l’ufficiale giudiziario può procedere con il pignoramento dei beni del debitore, sia mobili che immobili. Insomma, di tempo ne passa. Nel caso di Aceves sono stati pignorati solo beni mobili (le statue) dal momento che la casa dove vive sul lungomare di Marina non è di sua proprietà.

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