Sicurezza
Il “panierino” anonimo per chi non ha cibo, il locale chiude e lascia vaschette e posate
Un tavolo, sul marciapiede, lasciato al buio dopo la chiusura del ristorante per dare dignità e un aiuto a chi ne ha più bisogno
VIAREGGIO. Un tavolo, sul marciapiede, nella notte della via Regia che respira, libera dalla morsa del traffico quotidiano in entrata a Viareggio. Sopra il tavolo tanti pacchettini, sui quali una mano ha tracciato le informazioni relative al contenuto: carne, pesce, pasta, riso, verdure. Alle prime luci dell’alba il tavolo è vuoto, pronto per tornare al suo posto, dentro al ristorante “Il Ritrovo” che ha da poco cambiato gestione e non si dimentica di chi non mette insieme il pranzo con la cena. Anche in una città come Viareggio. Che produce molta ricchezza ma tocca con mano molte povertà, vecchie e nuove.
«Pensiamo alle storie di chi ha perso improvvisamente il lavoro e che per varie circostanze ora si trova senza una casa. E pensiamo a chi è in fuga dal proprio Paese a causa della guerra», è il messaggio postato sui social dai gestori del ristorante, arrivati in Versilia da Quarrata (Pistoia). Ed allora, «un piccolo gesto d’amore vale più di mille parole».
Piccolo gesto per il quale non servono troppe parole: «Tutte le sere all’ingresso del nostro ristorante lasceremo delle bustine con vaschette e posate con alcuni alimenti. Tutti coloro che ne avranno bisogno potranno ritirarlo in modo anonimo, alla chiusura del ristorante».
Gestione familiare, apertura dal 10 settembre, oggi “Il Ritrovo” si fa strada tra le tante proposte della ristorazione viareggina. Anche grazie alla pubblicità quotidiana sulla pagina Facebook del locale che propone immagini che sembrano dipinte: «I clienti ci chiedono se i piatti che hanno visto in rete siano davvero nostri», racconta con una bella risata sinceramente divertita la signora Inna Melnychenko. Nel suo narrare la scelta di riservare un pensiero anche a chi ha poco e niente, Inna utilizza parole che colpiscono per quanto poco di frequente risuonano in questi tempi moderni: «Siamo semplici e abbiamo sempre fatto così, anche a Pistoia. Sono scelte. E dipendono da che tipo di persona sei, da come sei nato, come sei cresciuto, come sei stato educato. Insomma, da quali sono i valori della vita ai quali tieni». Non c’è altro da aggiungere e far parlare Inna sembra quasi di violare il pudore con il quale il gesto è stato annunciato.
Ai complimenti per l’iniziativa, collezionati in tempo record via Facebook, risponde - con lo stesso stile - Vincenzo Lecce, chef ed altra “anima” del locale, new entry nel panorama versiliese: «Non facciamo nulla di che. È il minimo da poter fare. Buona vita». Sulla sua pagina Facebook campeggia uno degli ultimi post di Vincenzo che recita: «A casa mia mi hanno insegnato che se io ho un panino e tu niente…entrambi abbiamo mezzo panino». Ecco, adesso la notte di via Regia offre anche il companatico.
Le vostre segnalazioni
Gesti quotidiani di solidarietà silenziosa
Quello del ristorante Il Ritrovo di Viareggio è un gesto di solidarietà avviato alle soglie del Natale e destinato, pare, a non esaurirsi con le festività. Il Tirreno chiede ai propri lettori di segnalare altri gesti di solidarietà “quotidiana”: non gesti eclatanti, ma azioni di gente comune che con le proprie possibilità cerca di aiutare (in modo silenzioso) chi si sia trovato in un momento di difficoltà. Vorremmo raccogliere e pubblicare tutte queste storie per dimostrare che sappiamo restare umani anche in un momento in cui quello che accade sembrerebbe indicare il contrario. Chi ci vuole segnalare queste storie di ordinaria solidarietà (anche con foto) può scriverci a “uffcentrale@iltirreno.it”. Grazie.
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