Italia
Tassa di soggiorno a Forte dei Marmi: ecco quanto si pagherà
Le tariffe andranno da 1,50 a 4 euro in base al tipo di struttura e alle stelle L’assessore Mazzoni: «Sarà tutto pronto dopo Natale per partire nel 2020»
FORTE DEI MARMI. Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale guidata da Bruno Murzi, sarebbe dovuta partire già un anno e mezzo fa. «Abbiamo deciso di prorogare la partenza perché gli albergatori ci avevano chiesto di farlo – dice il sindaco ospite della trasmissione Botta & risposta di Noitv –: avevano dei contratti in essere che non prevedevano l’imposta e, se l’avessimo applicata subito, avremmo creato obiettivamente dei disagi». Ma il prossimo anno la tassa di soggiorno ci sarà. È certo.
Gli uffici comunali stanno definendo in questi giorni le tariffe che saranno con tutta probabilità queste: 4 euro per i 5 stelle, 2,5 euro per i 4 stelle, 1, 50 euro i 3 stelle, 1 euro i 2 stelle, 2,50 euro le case vacanza e 1,50 le altre strutture ricettive. Saranno esenti i minori fino ai 12 anni e i gruppi sopra le 15 persone. L’idea dell’amministrazione, su richiesta degli albergatori, è quella di applicarla solo alcuni mesi dell’anno, quindi solo per la stagione turistica. «L’amministrazione comunale – commenta l’assessore al bilancio Andrea Mazzoni – prosegue i passaggi per l’introduzione dell’imposta e subito dopo Natale verrà conclusa la fase di concertazione. È disponibile a definire un protocollo con le categorie per concertare parte degli introiti annui, che per legge devono comunque essere destinati ad attività di promozione turistica o culturali».
Forte dei Marmi, secondo le previsioni del Comune, dovrebbe incassare circa seicento o settecentomila euro l’anno, che verranno quindi reinvestiti nel settore turistico. «Camaiore ha fatto come noi – dice il sindaco –: eravamo gli unici comuni della costa a non avere una tassa di soggiorno. Non possiamo dimenticare che abbiamo costruito un ambito turistico e dentro l’ambito turistico ci si comporta tutti alla stessa maniera. Noi non applicheremo mai la tassa al massimo, cioè a dieci euro, come potremmo fare. Ma ci sembra una cosa normale che ci sia questa imposta. La gente che viene, produce rifiuti, richiede sicurezza, quindi non vedo perché non dovrebbero pagare questa tassa, che andrà a beneficio dei miei concittadini».
Intanto, fa sapere l’assessore Mazzoni, «prosegue anche la verifica delle strutture che sul territorio esercitano attività concorrenti agli hotel con servizi accessori quali colazioni e cambio lenzuola senza aver comunicato regolare apertura attività al Suap». Strutture che, dal prossimo anno, dovranno versare la tassa di soggiorno. —
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