Il Tirreno

Versilia

Strage di Viareggio: appello, è il giorno delle motivazioni

Donatella Francesconi

Ieri i familiari delle vittime erano a Roma in difesa della legge che modifica la prescrizione 

3 MINUTI DI LETTURA





l’attesa

Depositate nel tardo pomeriggio di lunedì, le motivazioni della sentenza di appello per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009, 32 morti in una notte di prima estate a Viareggio, sono attesa per oggi, dopo gli adempimenti burocratici della giornata di ieri. Quando la cancelleria della Corte di Appello di Firenze è stata presa d’assalto dagli avvocati difensori degli imputati. Perché il tempo per presentare il ricorso in Cassazione stringe, anche viste le festività che vedono anche gli uffici legali svuotarsi per le ferie.

L’attesa è altissima nei familiari delle vittime della strage ed in tutti coloro che a loro si sono stretti in questi dieci anni. La sentenza emessa dalla terza sezione della Corte di Appello (presidente Paola Masi, con i colleghi Anna Favi e Giovanni Perini) - a differenza di quanto fatto dal Tribunale di Lucca (presidente Gerardo Boragine con i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino) ha condannato l’ex manager di Stato Mauro Moretti anche per il ruolo di amministratore delegato di Ferrovie, oltre che per l’analogo incarico ricoperto in Rete ferroviaria italiana. Accogliendo così le tesi dell’accusa rappresentata nell’aula della Corte d’Appello da Luciana Piras per la Procura generale e Salvatore Giannino, pm della Procura di Lucca che alle indagini sul disastro ferroviario ha lavorato insieme al collega Giuseppe Amodeo, e che per il secondo grado è stato associato a Firenze.

Nell’attesa di leggere quali siano le motivazioni di condanne e assoluzioni del secondo grado di giudizio, ieri l’associazione “Il mondo che vorrei” era a Roma insieme a tutte le altre associazioni che compongono il Comitato nazionale “Noi non dimentichiamo”, presieduto dalla viareggina Gloria Puccetti. La riforma che blocca la prescrizione dopo il primo grado di giudizio e che entrerà in vigore dal primo gennai «è necessaria e va difesa». Così la voce dei familiari ieri nella Capitale, a difesa di una legge che Viareggio e l’esperienza del Comitato nazionale hanno fortemente voluto.

«Bisogna fare una distinzione tra ragionevole durata del processo e prescrizione», sono state la parole di Marco Piagentini, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”: «La verità non si può cancellare con un colpo di spugna. Serve ai familiari e al Paese per ripartire».

L’appello dei familiare di tutte le vitte delle stragi d’Italia che l’uomo poteva evitare e così non è stato è racchiuso nelle parole commosse pronunciate da Antonio Morelli, papà di una dei bimbi morti del crollo della scuola di San Giuliano di Puglia e vice presidente del Comitato nazionale: «Donare per Natale una legge che fa giustizia per le vittime».

«Oggi al Senato abbiamo ascoltato appelli accorati e commoventi», ha sottolineatola la senatrice 5 Stelle Bruna Piarulli, componente della commissione Giustizia: «I parenti delle vittime delle più grandi stragi italiane, come gli incidenti ferroviari di Viareggio e della linea Bari-Barletta, chiedono a gran voce alle Istituzioni di fermare l'ingiustizia, di cancellare la beffa giudiziaria della prescrizione che arriva dopo il danno e i lutti». —

Donatella Francesconi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web