Sicurezza
Si è spenta Renza Viviani l’anima di Capezzano Monte
Presidente della contrada La Collina, era uno dei punti di riferimento del paese. Aveva 68 anni, combatteva da mesi con la malattia che non le ha dato scampo
PIETRASANTA. Si è spenta nella sua casa di Capezzano Monte Renza Viviani, classe 1951, presidente della contrada La Collina per un brutto male con cui combatteva dall’inizio dell’anno. E se la Renza non ce l’ha fatta significa che proprio non c’era niente da fare: perché era forte e battagliera, oltre che generosa, impegnata per lavoro e attitudine ad essere al servizio degli altri, pungente, ma allo stesso tempo allegra, disponibile, aperta e sempre pronta ad andare oltre l’ostacolo. Il suo regno era Capezzano Monte, attiva in tutte le associazioni dalla contrada che guidava da anni come presidente al comitato paesano a cui non aveva mai fatto mancare il suo contributo.. Nelle sagre ricopriva il ruolo che spetta alla regina, quello dello sporzionamento del tordello, il piatto principe di ogni sagra pietrasantina, porzioni sempre generose, perché nessuno si potesse lamentare, circondata dalle persone che l’hanno accompagnata nella vita e nella contrada, Anna, Carla, Loredana, Barbara e tutte le altre, con Pietro alla cottura a passarle le teglie cariche e dall’altra finestra la vista sugli uomini alla griglia.
Renza era anche gioiosa interprete nella Scartocciata spesso a fianco del figlio Riccardo a ridere ancor prima di far ridere gli altri. In questi tanti anni di presidenza, tanti successi, i nove quasi di fila nella Canzonetta, la recente vittoria della Scartocciata e tanti ottimi piazzamenti.
«Ci hai tenuto per mano quando avremmo mollato tutto - scrive la contrada La Collina - ci hai insegnato ad affrontare le difficoltà a testa alta, Sei stata e sarai sempre la nostra Presidente. Continua a vivere con noi... ciao Re’». Poche frasi per disegnare un carattere volitivo, la prima ad aiutare chi aveva bisogno, con sempre nel cuore il suo paese, Capezzano, dove aveva sempre vissuto e dove era voluta tornare.
Un mese e mezzo fa era stanca e debilitata, ma con le altre contradaiole e gli altri contradaioli era a dare da mangiare alla Festa della Castagna, l’appuntamento di ogni anno della contrada nel mese di ottobre per finanziare le attività della Collina che era la sua grande famiglia.
Tra poco ci sarà da fare un’altra Befana a Capezzano e sarà dura fare a meno di lei: ci saranno tutti gli altri perché ci devono essere perché Renza ha insegnato che anche nel momento in cui le cose non vanno, si può e si deve risalire. Lo ha fatto per lavoro aiutando i ragazzi in difficoltà a inserirsi nella società, lo ha fatto per la sua frazione lottando per avere parcheggi, fogne, strade migliori. Lo ha fatto per la Collina perché fosse ancor prima che una contrada vincente una famiglia che raggiungesse i risultati assieme. «Ho perso una sorella» commenta la ex presidente Anna Marchetti, racchiudendo in una frase il dolore di un paese intero che oggi si risveglia più povero, meno forte, ma ricco di ricordi, consapevole della forza dello stare assieme, come accadeva nelle comunità di una volta, come accade sempre a Capezzano.
Renza lascia il marito Claudio, i figli Elisa e Riccardo, ntrada e nella squadra di calcio, e i nipoti a cui racconteranno sempre di una donna straordinaria.
I funerali si terranno oggi (19 dicembre) alle 14.30 dalla casa di via Monticolegno fino alla Chiesa di San Rocco a Capezzano Monte.
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