Sicurezza
Piazza Puccini, buca nel vecchio rivestimento: scontro Del Ghingaro-Santini
VIAREGGIO. «Si dovranno conservare la vasca della fontana posta nella piazza e l’originale pavimentazione in travertino»: così la disposizione della Soprintendenza per il rifacimento di piazza Puccini. A renderlo noto, confermando quanto scritto dal Tirreno è stato il sindaco Giorgio Del Ghingaro, con un post sulla propria pagina Facebook.
«La pavimentazione tanto criticata è voluta, anzi obbligata», scrive Del Ghingaro non senza contorno di epiteti per coloro che hanno sollevato un problema ben visibile nella piazza, ovvero parte della vecchia pavimentazione rotta: «La prescrizione della Soprintendenza ci obbliga a conservare in alcuni punti la vecchia copertura», sottolinea il primo cittadino.
Mentre il post scatena il dibattito social pre elezioni, in piazza Puccini resta un problema sotto gli occhi di tutti: l’avvallamento nel vecchio travertino non è fenomeno per così dire “d’epoca”. Agli esperti del settori è apparso chiaramente che si tratta di un danno provocato dal passeggio dei mezzi pesanti durante i lavori. E la lunga crepa rischia di far “imbarcare” acqua anche alla nuova pavimentazione.
«Nel documento della Soprintendenza che il sindaco ha reso pubblico», sottolinea il consigliere comunale della Lega, Alessandro Santini, «non si dice affatto che si doveva mantenere parte del vecchio piastrellato con le crepe. La Soprintendenza non ha mai impedito al Comune di sostituire le vecchie “rotte” con piastrelle vecchie ma integre. Anche perché dove ci sono le crepe entrerà l’acqua che contribuirà a romperle ancora di più».
E la Soprintendenza non prescrive neppure, sono ancora le parole di Santini, «di crepare le vecchie piastrelle ulteriormente facendoci salire mezzi pesanti durante i lavori».
Una situazione, quella che si è creata sulla parte di vecchia pavimentazione, che niente toglie al valore dell’opera realizzata. Ma non si può negare che non sia necessario un intervento sul danno che si è creato, così da preservare l’integrità dell’intera pavimentazione, quella vecchia e quella nuova.
«Senza troppi giri di parole», conclude Santini, «il sindaco avrebbe potuto dire “scusate, abbiamo sbagliato”». E garantire un rapido intervento riparatore. —
D.F.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
