Il Tirreno

Versilia

Bertellotti: nessuno strumentalizzi il mio presepe poco convenzionale

L.B.
Bertellotti: nessuno strumentalizzi il mio presepe poco convenzionale

L’artista replica alle critiche che hanno accompagnato l’allestimento nella sala delle Grasce del Chiostro: «Fiero e orgoglioso del mio lavoro» 

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IL CASO

Alla fine, si sa, per un artista è tutta pubblicità. «Sì, certo, ma al sottoscritto piace il confronto, il dirsi le cose in faccia. E invece in questo caso vedo solamente della strumentalizzazione politica. E fa tristezza». Michele Bertellotti, ideatore del presepe “poco convenzionale” e a consenso crescente di presenze allestito nella sala delle Grasce del Chiostro si trova al centro di una querelle fra Fratelli d’Italia («non vogliamo - è il pensiero Fdi - accontentarci di un presepe con due Gesù Bambino come quello di Bertellotti; dov’è il presepe tradizionale?») e il sindaco Alberto Giovannetti («polemica fuori luogo: no a ogni censura»).

Parole che aprono a una riflessione lo stesso Bertellotti. «Ogni forma critica è sana se costruttiva se c’è un confronto, ma venire a scattare una foto della mia Natività, con il sottoscritto lì presente, senza chiedermi il perché ho voluto proporla in quel modo, per poi fare una polemica politica sui giornali non mi sembra corretto. In tutto questo, come ho detto, vedo strumentalizzazione e pregiudizio. Poi il presepe può piacere o meno, ovviamente, ma sarebbe statp bello parlare di messaggi, di idee, del fatto che ci sono due Gesù perché la diversità fra gli esseri umani non esiste. Raccontare, in questo presepe, 2mila anni di storia attraverso 16 stazioni e con i pastori che portano, in ogni dove e epoca, una parola di speranza, mi sembra messaggio condivisibile. Il resto, soprattutto se si vuole mettere di mezzo la politica, non mi interessa. Un fatto è certo: sono fiero e orgoglioso di quanto ho fatto e della risposta delle persone».

E a proposito del presepe tradizionale sul sagrato del Duomo e con richiami al clima e agli animali in via di estinzione: sarà inaugurato stamani, alle 12.30 e porterà la firma del liceo Stagi in collaborazione con il Comune. «Questo sarà il primo anno senza il professor Claudio Marchetti: la sua passione manca a tutti noi. Ringrazio le docenti Catia Chicchi e Monica Servi per aver raccolto l’eredità di Marchetti e il dirigente Lombardi - fa sapere Adamo Bernardi per conto del Comune - per avere consentito di portare avanti questa iniziativa». — L.B.

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