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SOCIETà 

La scuola in soccorso delle associazioni di volontariato in difficoltà

L.B.
La scuola in soccorso delle associazioni di volontariato in difficoltà

Presentato il progetto ideato da Croce Verde, istituto  Don Lazzeri-Stagi e Uildm Versilia per il coinvolgimento di un centinaio di studenti

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PIETRASANTA. Un progetto, “Giovani e volontariato”, pensato e voluto da Croce Verde, scuola Don Lazzeri-Stagi e Uildm Versilia, per coinvolgere e dare nuove consapevolezze agli studenti in un momento in cui proprio il volontariato, come numeri e partecipazione, è in seria difficoltà, quello presentato ieri mattina presso la sede dello stesso Istituto.

«Il progetto - spiega Nadia Lombardi, preside del Don Lazzeri/Stagi - è stato ideato da Croce Verde e Uildm, ha ottenuto un finanziamento da Regione e Cesvot e vede la nostra scuola collaborare alla sua realizzazione. Al progetto parteciperanno infatti un centinaio di ragazzi, di età compresa fra i 18 e i 20 anni chiamati a esprimersi, attraverso alcuni questionari sulla conoscenza del mondo del volontariato, il ruolo delle associazioni nella comunità, le modalità di accesso alle diverse attività».

A seguire saranno creati gruppi di lavoro: l'obiettivo è arrivare, alla fine del percorso, ad elaborare uno o più progetti che possano essere iniziative, servizi e strumenti. «È necessaria, a mio avviso - continua Lombardi - una consapevolezza della fragilità della vita, anche fra i più giovani: quando ci rendiamo conto di questo il nostro quotidiano è ancora più apprezzato, più bello. In questo contesto fare volontariato è un qualcosa che ci rende membri di una comunità. E un ruolo importante può averlo, per favorire conoscenze e sensibilità, proprio la scuola».

Renata Pucci, presidente della Croce Verde, non nasconde preoccupazione. «L'iniziativa “Giovani e volontariato” vuole essere un punto di partenza verso una nuova partecipazione. Quella partecipazione che oggi, è innegabile, è venuta meno. In questa fase associazioni importanti come la nostra riescono ad avere i necessari supporti operativi grazie anche e soprattutto ai ragazzi del servizio civile. Il problema è che una volta finito il periodo del servizio, i ragazzi non si fermano da noi. Evidentemente servirebbe un genere diverso di comunicazione per fare capire l'importanza del volontariato. Questo progetto potrebbe, come detto, rivelarsi di grande importanza visto il coinvolgimento degli studenti».

Perplessità ribadite da Gilberto Dati, presidente della Uildm. «All'iniziativa abbiamo aderito subito con grande entusiasmo: ci aiuterà a a capire cosa pensano i ragazzi del volontariato. Come associazione stiamo lavorando molto su tematiche come le barriere architettoniche, la neuroriabilitazione, lo sport. Detto questo quando parlo con i giovani del servizio civile mi rendo conto che la loro presenza spesso e volentieri si motiva solamente con l'indennità economica di cui beneficiano. È comprensibile, ma tutto ciò è lontano dall'idea di volontariato».

Per Bruno Vangelisti, referente Cesvot - che solo nella provincia di Lucca vede aderire 800 associazioni - c'è «la necessità di.individuare nuovi volontari, così come serve ringiovanire le associazioni. A mio avviso qualcosa va rivisto a livello di comunicazione. Talvolta le famiglie che devono affrontare certe problematiche si sentono sole perchè non sanno che in realtà, sul territorio, sono presenti associazioni che conoscono quel disagio e potrebbero essere di grande aiuto. Dobbiamo migliorare anche sotto l'aspetto informativo». —

L.B.

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