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Bertola: «Io di nuovo in FI? È una leggenda metropolitana»

Tiziano Baldi Galleni
Bertola: «Io di nuovo in FI? È una leggenda metropolitana»

L’ex sindaco smentisce le voci che lo darebbero di nuovo nelle fila del partito dal quale era uscito nel 2010 dopo la rottura con i vertici regionali diretti da Verdini

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«È una leggenda metropolitana quella che gira su di me. Non rientrerò in nessun partito politico». L’ex sindaco Giampaolo Bertola, e attuale consigliere di minoranza di “Futuro nelle radici”, mette fine alle voci che lo davano vicino al rientro in Forza Italia. Non sta pensando neppure alla Lega né a Fratelli d’Italia, come invece hanno fatto altri. Riccardo Erra ad esempio ha chiesto formalmente di cambiare il nome del gruppo consiliare da Forza Italia a Fratelli d’Italia. Mentre David Marcucci ha lasciato il ruolo di coordinatore del partito di Berlusconi.

«Ci sono in vista le elezioni regionali: a qualcuno è stata promessa una candidatura» affonda Bertola. Nel turbinio in cui è caduto Forza Italia, con una massiccia uscita di consiglieri e la scomparsa del gruppo forzista dall’assise comunale, a un certo punto è venuto fuori il nome di chi come Bertola è stato un pilastro di questo schieramento di centrodestra a Camaiore. «Sono uscito da Forza Italia nel 2010 senza fare cose eclatanti – dice– e quando è scaduto il mio mandato di sindaco, nel 2012, non mi sono più iscritto a nessun altro partito. Non mi sentivo più rappresentato dai vertici regionali. Dico un nome: Denis Verdini. Ero un simpatizzante anche di Udc ma mai ho aderito».

Bertola non condivide le modalità di queste transizioni anche se, dice, «personalmente non me ne sono occupato». E da veterano della politica commenta: «Ci sono in vista le elezioni regionali e pare ci sia stata la promessa di una candidatura all’interno di Fratelli d’Italia».

«Determinati passaggi – spiega Bertola - si possono fare, ma a “bocce ferme”». Non quindi – secondo il capogruppo di “Futuro nelle radici” – quando ci sono importanti tornate elettorali o per convenienza.

Infine Bertola parla di “giustizia politica”. «Non condivido il fatto che si possa cambiare nome ad un gruppo in consiglio comunale e farlo diventare di un altro partito politico. Fratelli d’Italia non era riuscito a prendere i voti necessari per far entrare un proprio candidato in consiglio comunale. Quindi questo partito non era rappresentato. Ora l'ex capogruppo di Forza Italia vuole cambiare nome nel partito di Giorgia Meloni. È una cosa assurda, un fatto che viene consentito dal regolamento comunale di Camaiore approvato dall’amministrazione Del Dotto durante lo scorso mandato. Ed è un’ingiustizia per Forza Italia che così scompare dal consiglio comunale, tanto che l’unico rimasto iscritto, Marcello Mancini, dovrà migrare nel gruppo misto».

Intanto, come anticipato dal Tirreno, oltre a Marcucci a fuoriuscire da FI ci sono anche Claudia Bonuccelli e Simone Frugoni, due figure storiche della politica camaiorese e dell’amministrazione Bertola. Infine Mario Andreini passerà nel gruppo misto per poi aderire a Italia Viva di Matteo Renzi. Quest’ultimo, noto apicoltore, potrebbe a breve ricevere una delega dal sindaco Alessandro Del Dotto, proprio relativa alla sua professione, per seguire un progetto per mettere a terra su Camaiore piane mellifere che servono a far proliferare le api. —



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