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Cartelle pazze Icare «Un avviso Tari su una casa dove non vivevo»

Cartelle pazze Icare «Un avviso Tari su una casa dove non vivevo»

La denuncia di una cittadina che ha protestato con l’azienda «Ma ci sono molti anziani che pagano senza contestare»

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viareggio. La sorpresa non deve essere stata da poco: aprire una cartella esattoriale e trovare da pagare la Tari per un appartamento in cui non si vive da anni e per un periodo in cui ad occupare quell’appartamento c’era un altro inquilino, con regolare affitto. È quanto accaduto a una cittadina di Viareggio, Silvia Saccuzzo, dipendente comunale a San Vincenzo, che ha dovuto contestare il proprio avviso perché palesemente sbagliato.

«Come a me è accaduto anche a molte altre persone che conosco, anche ad anziani - spiega - li ho visti tutti in fila allo sportello di Icare, che non potrebbe neanche più riscuotere i tributi. Icare sta compiendo questa operazione sbagliata: in questo periodo sta eseguendo ai danni dei cittadini tramite accertamenti con more e imposizione a pagare entro 60 giorni, altrimenti pignoramento da pensioni e stipendi. Gli accertamenti riguardano il 2014, anno in cui è avvenuto il dissesto. Le persone si sono viste arrivare richieste di integrazione maggiorata di Imu, oppure tari con tanto di interessi di mora. A me per esempio è stato recapitato un avviso di quell’anno di una Tari su un appartamento che io avevo lasciato. Praticamente io avevo un contratto d’affitto e pagavo regolarmente la tassa sui rifiuti. Dopo qualche mese ho lasciato la casa ed è subentrato un altro inquilino, con regolare affitto che oltretutto aveva pagato correttamente la tassa. Praticamente mi hanno chiesto anche a me di pagare una cosa già pagata e con la mora».

Immediata la reazione della donna che si è rivolta allo sportello Icare: «Mi è stato spiegato dall'impiegato che gli accertamenti sono partiti in modo automatico senza un reale controllo a posteriori perché è tutto computerizzato, la mia risposta è stata che ci vogliono cervelli pensanti dietro alle tastiere».

Insieme a Saccuzzo c’erano molte altre persone che come lei hanno dovuto contestare gli avvisi coattivi di pagamento di Icare: «C’erano persone che si vedevano intestare dei beni che non avevano mai posseduto o cose del genere - continua la donna - In ogni caso la coda all'ufficio è interminabile, tantissime persone vanno a chiedere spiegazioni, ma tante altre magari anziane e spaventate hanno pagato ingiustamente. A mio parere, dato che lavoro in un’amministrazione pubblica, tutta questa operazione è sbagliata: bastava richiedere l'integrazione nelle tasse del 2015. Inoltre, come ho già detto, spesso questi avvisi arrivano a persone anziane che preferiscono pagare senza discutere troppo piuttosto che andare a discutere con una persona davanti a una scrivania». —

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di Redazione web