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i nostri soldi 

Contro le perdite d’acqua Gaia spenderà 33 milioni

Cesare Bonifazi

L’autorità idrica ha imposto la sostituzione dei tubi: «O ci saranno penali» La società: entro la fine del 2034 diminuiremo la dispersione del 25%

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Gaia non avrà più scuse: entro la fine del prossimo anno, secondo quanto imposto da Ait (autorità idrica toscana) dovrà spendere la bellezza di 33 milioni e 600mila euro per rifare le tubazioni dell’acqua sul territorio di sua competenza. Se questo obbligo non verrà rispettato ci saranno forti penali per l’azienda.

Un aut aut che arriva da Firenze ormai nel 2017 quando l’autorità idrica ha messo in rassegna tutte le società idriche della Toscana e ha imposto di rientrare nei ranghi sulla questione delle perdite dell’acquedotto. Secondo il direttore generale di Ait infatti nel 2018, ultimo anno monitorato, Gaia ha perso dalle sorgenti ai rubinetti ben 37,4 miliardi di litri d’acqua. Una quantità pari al 56% del totale captato da sorgenti e pozzi. Una situazione che non è neanche la peggiore in Toscana (Publiacqua, che gestisce le zone interne della regione, è su livelli decisamente più alti), purtuttavia sono arrivate queste prescrizioni. Piuttosto categoriche perché l’autorità centrale è disposta ad applicare anche delle pesanti sanzioni pecuniarie se questo termine non verrà rispettato. Secondo il piano d’ambito, ovvero il cronoprogramma strategico toscano che riguarda gli acquedotti di tutta la regione e su cui si fonda no le concessioni dei singoli gestori, stabilisce in linea generale che le società debbano abbassare il livello della dispersione di acqua al di sotto del 40%. Quota che al momento nel nostro territorio non è rispettata. Per fare questo ci vogliono investimenti che devono andare là dove si trova il problema.

Un impegno che effettivamente Gaia sta portando avanti, seppur a macchia di leopardo: basti pensare che solamente a Massarosa, per risolvere il problema dell’acqua sporca, verranno spesi in totale circa 11 milioni.

Gaia in questo momento è capace di fare fronte a questo investimento, considerato il maxi-finanziamento da 105 milioni di euro ottenuto a ottobre dell’anno scorso. All'operazione hanno partecipato per il 60% anche banca europea per gli investimenti e cassa depositi e prestiti.

Tuttavia, considerando che Gaia ha 46 comuni in tutta la Toscana e che la Versilia ha delle tubazioni piuttosto disastrate, 33 milioni non sembrano sufficienti a coprire gli oltre 5000 chilometri di tubazioni di cui si deve occupare.

Tuttavia il 2020 è dietro l’angolo e l’autorità idrica dovrà constatare se effettivamente questi investimenti sono stati fatti. Al termine della verifica verrà elaborato un nuovo piano degli investimenti triennali che arriverà fino al 2023.

Ma la società idrica della Versilia si è data un orizzonte ben più lontano, che è quello della scadenza della concessione: «Entro la fine del 2034, ovvero quando scadrà il contratto di gestione abbiamo intenzione di ridurre del 25% la quota di dispersione su tutta la rete gestita da Gaia», fanno sapere dall’azienda. L’obiettivo è dunque arrivare a una dispersione totale del 31% corrispondenti a 21 miliardi di litri d’acqua. —



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