Sciopero fiscale per il tallio: «Le bollette? Non le paghiamo»
I cittadini riunitisi in assemblea alla Capannina del Pollino scelgono la linea dura. «Trattati diversamente rispetto a Valdicastello e ignorati da sindaco e Gaia»
PIETRASANTA. Il “no” al pagamento degli arretrati delle bollette dell’acqua arriva a conclusione di un’assemblea intrisa di rabbia, amarezza e punti di domanda senza ancora una risposta. I residenti del Pollino e dei suoi dintorni, che hanno risposto presente all’incontro convocato due sere fa nella frazione dai comitati, su un punto, però, non sembrano transigere: fare muro – se non verrà equiparata la situazione del Pollino a quella di Valdicastello – alle richieste, a più zeri arrivate da Gaia. Richieste dove la fatturazione a carico di 520 famiglie e 70 attività commerciali oscilla fra i 1000 e i 4.500 euro per ogni utente.
La vicenda è nota: la società che garantisce il servizio idrico reclama il pagamento di 3 anni di bollette sospese a causa della vicenda tallio che portò al divieto di bere l’acqua in zona. «Quello che rattrista i cittadini è l’assenza, fino ad oggi, in tutta questa storia delle istituzioni: il Sindaco, così come i referenti di Gaia dovrebbero incontrare queste famiglie, parlare con loro, spiegare e non limitarsi ad un comunicato stampa o ad una telefonata – fa sapere Cinzia Bertuccelli dell’Associazione per la tutela ambientale della Versilia – dove si mette a conoscenza il cittadino che a breve riceverà una bolletta a più zeri. Ecco, quelle bollette sono arrivate, ma è toccato a noi dell’Associazione e al Comitato tallio di Valdicastello dare un supporto a questi utenti, cercando di entrare nel merito di una fatturazione che è profondamente ingiusta. 590 bollette andranno in scadenza il prossimo 31 dicembre: l’intenzione dei partecipanti all’assemblea – particolarmente affollata – è quella di non pagare fino a quando non verrà riconosciuto lo stesso trattamento economico garantito ai residenti di Valdicastello. Perché al Pollino, nella zona del Cannoreto e via dicendo il rimborso, per la vicenda tallio, è di soli 6 mesi, mentre per Valdicastello è stato di oltre 3 anni? Gaia, dice, che uno studio da loro eseguito, ha evidenziato che i disagi per il Pollino e la sua gente sono stati minori rispetto a Valdicastello: ancora oggi siamo in attesa di leggere questo studio».
C’è un altro aspetto su cui i comitati insistono. «Per accedere al rimborso, che riguarda solamente la voce acquedotto nella fattura, l’utente deve firmare una liberatoria che solleva Gaia da ogni eventuale responsabilità futura. In pratica il cittadino rimasto coinvolto, suo malgrado, nell’emergenza tallio – spiegano dai comitati – se dirà si al rimborso non potrà rivalersi in alcun sede nei confronti di Gaia. E questo è bene che la gente lo sappia». Liberatoria che, a Valdicastello, è stata firmata, a suo tempo, da poco meno della metà dei residenti. Mentre tutti gli altri hanno deciso di pagare le bollette e di portare avanti le proprie istanze in tribunale. Tornando all’assemblea svoltasi alla Capannina del Pollino, l’idea nell’immediato è quella di avviare una massiccia raccolta firme, fra i cittadini, in modo da dare poi il via a tutta una serie di contestazioni fino ad un’eventuale class action. «Ancora oggi non sappiamo cosa abbiamo bevuto, siamo rimasti a lungo senza acqua potabile e nonostante questo ci vengono a chiedere migliaia di euro di arretrati in bolletta dandoci la possibilità, che non cancella il problema, di pagare in 48 rate. L’amarezza – dicono alcuni cittadini – è non avere visto in queste settimane al Pollino il sindaco o un amministratore di Gaia: a questo punto chiederemo un incontro con la massima urgenza con il Comune. In questa vicenda, confusa e dolorosa, siamo stati lasciati soli dalle istituzioni». —
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