Gioco
L’impegno per malati e familiari viene raccontato nelle scuole
Volontari e soci del Comitato per l’ematologia parlano agli studenti «Così spieghiamo loro la nostra assistenza offerta a chi soffre»
l’iniziativa
Un percorso che privilegia e supporta ogni giorno i pazienti del reparto, ma che guarda anche e soprattutto, a scopo informativo, agli studenti quello portato avanti dal Comitato Versilia per l’ematologia. Comitato che in particolare negli ultimi mesi ha organizzato una serie di incontri a Marina di Pietrasanta e ancora nel plesso delle Barsanti.
«Il Progetto scuole 2019 del Comitato – fa sapere il presidente Maria Grazia Cicardi – ha previsto interventi nelle classi seconde delle medie di Marina e appunto alle scuole Barsanti di Pietrasanta. Il medico ematologo Federico Simonetti ha fatto una lezione di informazione e sensibilizzazione sulle malattie ematologiche, partendo dalle leggenda giapponese dei mille aironi che portano fortuna contro guerre e malattie e dalla storia di Sadako, la bimba giapponese sopravvissuta alla bomba di Hiroshima che, ammalatasi di leucemia a dieci anni, aveva chiesto a amici e conoscenti di aiutarla a comporre la fila di aironi. Una storia che ha particolarmente colpito i ragazzi che, con gli insegnanti, hanno realizzato gli aironi e i cartelloni illustrativi. Il progetto delle scuole superiori, quest’anno rivolto alle due classi del liceo artistico Stagi, con indirizzo grafico e design – continua Cicardi – ha contemplato una lezione dell’ematologo, la proiezione del film “La custode di mia sorella” e la successiva discussione in classe con la psicologa del reparto ematologia, Francesca Dazzi. I ragazzi sono stati molto colpiti dalle problematiche trattate. Per un percorso che proseguirà con un concorso tra gli alunni per realizzare la miglior immagine grafica per il Comitato». L’associazione – 12 volontari e una sessantina di soci – è una onlus che, come detto, svolge un servizio di accoglienza presso il Day Hospital Ematologico del Versilia nei giorni di attività ambulatoriale. «I nostri volontari fanno da tramite tra i medici e i pazienti facilitando l’accesso alle visite e tramite l’autofinanziamento siamo intervenuti a supporto del reparto – aggiunge Cicardi – per l’acquisto di strumentazione, oggetti e servizi di sostegno ai pazienti in cura o che favoriscano le attività di aggiornamento e studio per medici e infermieri». —
L.B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
