Il Tirreno

Versilia

Bambini e rifugiati piantano alberi da frutto e piante aromatiche

Simone Pierotti

L’iniziativa alle elementari “Sbrana” grazie alla collaborazione tra scuola, Arci, Comune di Viareggio. E il giardino torna agibile 

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la storia

Una decina di alberi da frutto e piante aromatiche per ridare dignità, decoro e, soprattutto, vita al cortile di una scuola elementare. Con i bambini a piantarli fianco a fianco con alcuni rifugiati. Succederà questa mattina alle “Leone Sbrana” all’ex Campo d’Aviazione, dove si daranno appuntamento gli alunni e circa venti ragazzi ospiti del progetto Sprar di Arci Versilia e cooperativa Odissea, molti dei quali giocano nella squadra di calcio a sette Sankara Fc formata da italiani e richiedenti asilo, per ravvivare il cortile con lavanda, rosmarino, mandorli e altre piante.

«L’idea è partita con due obiettivi – spiega Stefano Piccolomini dell’Arci Versilia –: restituire qualcosa alla comunità dei rifugiati, intesi ormai come cittadini di Viareggio, e allo stesso tempo contrastare il degrado ambientale. Abbiamo fatto un giro nelle scuole e abbiamo riscontrato svariate criticità che vanno purtroppo avanti da anni». Alle “Sbrana”, ad esempio, il terreno del cortile era talmente eroso che si vedevano a occhio nudo i tubi dell’acqua. Una situazione che aveva spinto la dirigente scolastica a non mandare in giardino gli alunni per motivi di sicurezza. «Pensate cosa vuol dire per un bambino delle elementari non poter correre fuori…».

L’iniziativa di questa mattina è venuta quasi di conseguenza. Grazie anche alla collaborazione di Sea Risorse che si è fatta carico del lavoro più oneroso - taglio delle piante pericolanti e risistemazione del terreno - e della consigliera comunale Marinella Spagnoli insieme all’assessore Sandra Mei. «Si è prospettata la possibilità d'intervenire sulle scuole e ci piaceva l’idea di offrire una narrazione diversa del rapporto dei rifugiati e richiedenti asilo con la nostra città – prosegue Piccolomini – e così abbiamo proposto di ripiantumare il cortile delle ‘Sbrana’: per quest’anno abbiamo deciso di adottare quel giardino». A basso costo, oltretutto: «Abbiamo speso 500 euro, una cifra tutt’altro che proibitiva. E crediamo che sia davvero un messaggio di speranza vedere bambini e rifugiati che, assieme, si prendono cura dell’ambiente. A volte basta davvero dare a questi ragazzi gli strumenti giusti». —

Simone Pierotti

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