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La nautica continua a sorridere Marmo ed edilizia ancora male

Luca Basile
La nautica continua a sorridere Marmo ed edilizia ancora male

I dati di Confindustria: Viareggio resta leader mondiale per gli ordini di yacht «L’inizio 2020 sarà molto difficile per il lapideo, crollo del 40% nel mattone»

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VIAREGGIO. L'eccellenza era e resta la nautica, mentre per lapideo e edilizia il segno negativo si conferma una preoccupante costante. Al tramonto del 2019 la Confindustria Toscana nord traccia il bilancio di un settore, quello manifatturiero, in evidente difficoltà. Anche se con alcune eccezioni degne di nota, Nella provincia di Lucca le migliori prestazioni - con tagliando all'ottobre scorso- sono legate al settore alimentare,+ 4%; la moda, + 0,7%; la carta, + 0,4%. Mentre tende al netto ribasso la meccanica: scende del 3,7% rispetto ad un anno fa.

Sorride, invece, come da premessa, la nautica, con il distretto che va da La Spezia a Livorno che segna un +2,6%. Dato che ribadisce «la leadership mondiale - fa sapere Saverio Cecchi, presidente nazionale Ucina - nel comparto dei superyacht. Nel Global Order Book i primi 3 cantieri sono italiani di cui 2 di Viareggio, Azimut e San Lorenzo e rappresentano da soli oltre il 20% degli ordini globali. Nella nautica da diporto il 60% della produzione mondiale è italiano e il 50% di questa percentuale è realizzato nella nostra zona. La Versilia è al primo posto nella nautica da diporto».

Umore agli antipodi nel lapideo con un 2019 dove «perdura un clima di incertezza generale sui mercati e sul piano della regolamentazione normativa si rilevano problematiche serie sia sul piano legislativo che interpretativo», commenta Fabrizio Palla, presidente di settore per l'area Toscana nord. «Rispetto ad un anno fa abbiamo perso il 2,9% mentre l'export è calato del 9,4%. Visti i numeri attuali prevediamo un inizio 2020 molto difficile. Per quanto riguarda le aziende, ad ottobre 2019, il sistema lapideo provinciale propone: 336 attività di cui 299 di trasformazione e 37 di estrazione con 1988 addetti complessivi: di questi 1474 per la trasformazione. Il nuovo contratto di lavoro porta invece in busta paga 1.144 euro annui aggiuntivi per ogni dipendente categoria C, più di quanto si prefiguri come aumento dell'inflazione. Buone notizie – prosegue Palla – per quanto riguarda la sicurezza: grazie allo sviluppo di alcuni percorsi il numero degli incidenti negli ultimi 4 anni è passato da 70 a 62. Sul fronte, invece, della regolamentazione ambientale e delle cave serve una maggiore uniformità e chiarezza normativa».

A preoccupare è anche l'edilizia che dal 2009 ad oggi ha perso il 40% del suo movimento. «Le imprese in 10 anni sono passate, in Versilia, da 407 a 240 e gli operai da 1395 a 843. Rispetto al territorio lucchese il calo in Versilia e in particolare a Forte dei Marmi,è più contenuto, ma non c'è alcuna inversione di tendenza e le politiche dei governi – precisa Stefano Varia, presidente Ance Toscana Nord – non aiutano il settore. Nelle opere pubbliche siamo al 50% in meno di investimenti. Negli ultimi 12 mesi hanno chiuso altre 20 imprese anche se il numero degli addetti resta, in questo caso, sostanzialmente immutato. Ma la situazione, come detto, è preoccupante».
 

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