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Truffa da 19mila euro con il falso sito web del tribunale di Viareggio

Truffa da 19mila euro con il falso sito web del tribunale di Viareggio

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VIAREGGIO. Nuovo capitolo della maxi truffa in rete legata al sito fake “Tribunale di Viareggio – Ministero della Giustizia”. L’autorità giudiziaria ha provveduto a bloccare i conti dove, in perfetta buonafede, gli utenti depositavano una cospicua caparra pari al 10% del valore dell’immobile da acquistare ad aste giudiziarie in realtà inesistenti proprio come il sito di tribunali (oltre a Viareggio era attivo anche quello di Fano) che non sono mai esistiti e che, al massimo, erano sedi distaccate. Tra i truffati, almeno una dozzina quelli che hanno presentato denuncia: non ci sono lucchesi o versiliesi. Si tratta prevalentemente di emiliani, lombardi e veneti tratti in inganno da quel sito che la polizia postale già una decina di giorni orsono ha oscurato e sottoposto a sequestro.

Tra i truffati anche un pensionato di Bologna che il 20 novembre ha effettuato un bonifico da 19mila euro su di un conto corrente francese: «Ero interessato – racconta il truffato emiliano – ad un appartamento nella Strada Maggiore di Bologna, una zona strategica della città. Sul sito “Tribunale di Viareggio-Ministero della Giustizia” c’era un link che indirizzava gli interessati alle aste fallimentari allo studio legale Bartoletti di Viareggio. Entrato nel sito dello studio legale sono stato introdotto con un clic sulle procedure da compiere che partecipare all’asta telematica, tra cui l’appartamento di Bologna del valore di circa 190mila euro. Sul sito erano indicate perizie, visure, ordinanze del giudice. Sembrava tutto in regola. Attraverso una mail comparsa sul sito chiedevo il modulo di compilazione per partecipare all’asta. Scaricavo e compilavo. Sono andato dalla mia banca per effettuare il bonifico pari al 10% del valore dell’immobile quale caparra dell’operazione. Mi hanno detto che il conto corrente su cui sarebbero finiti i soldi era francese. Ma ho pensato che, essendo nell’Unione Europea, non ci fossero sorprese. Poi ho letto della truffa, ho fatto denuncia ai carabinieri e ora vorrei sapere se potrò rientrare in possesso dei miei soldi».

La procura, attraverso la polizia postale, sta svolgendo accertamenti per arrivare agli autori del colossale raggiro da centinaia di migliaia di euro. Gli inquirenti sono sulle tracce dei malfattori, ma in considerazione delle indagini non è da escludere che in futuro l’inchiesta passi ad un’altra giurisdizione per competenza territoriale o per materia specifica. Di certo c’è – almeno da ora in poi – gli autori della maxi truffa in rete non potranno più nuocere e quel sito non potrà essere più consultato. —.

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