Il lutto
Il sindaco Del Dotto ci ripensa e dice sì alla tassa di soggiorno
Allo studio l’ipotesi di introdurre l’imposta: «Ma soltanto a partire dal 2021» Bracciotti (Albergatori): «Era stato promesso il contrario, noi siamo contro»
Una notizia sconvolge il mondo del turismo camaiorese: il sindaco Alessandro Del Dotto ha aperto all’idea di introdurre la tassa di soggiorno. Una proposta che ovviamente ha fatto tremare gli albergatori camaioresi, ma soprattutto lidesi, che ovviamente si dicono contrari.
La proposta del sindaco è semplice: adeguarsi al resto dell’ambito turistico versiliese e imporre una quota agli alberghi per ogni visitatore che arriva: «Il modello che ho in mente è simile a quella che verrà introdotta da Forte dei Marmi – dice il primo cittadino – ovvero un periodo stagionale contenuto e una limitazione per quanto riguarda il numero. Questo significa per esempio che non verrebbe applicata in caso di gite organizzate da 15 o 20 persone. Ho convocato le categorie interessate per il prossimo 7 gennaio in cui esporrò la proposta: questo vuole essere un incontro preliminare a un tavolo che voglio aprire prima di prendere questa importante decisione».
Del Dotto quindi assicura che l’eventualità della tassa di soggiorno è scongiurata per quest’anno: «Il 2020 non si tocca anche perché le strutture alberghiere ed extra-alberghiere stanno già prendendo prenotazioni per la stagione – e aggiunge – questa decisione permette all’amministrazione di far emergere anche quel sottobosco di extra-alberghiero che adesso vive ai limiti della legge. Con un’imposta l’ente ha un sistema di controllo preciso su tutte le strutture».
Sull’impiego dei proventi di questa nuova imposta il sindaco ha alcune idee: «La priorità è la sicurezza, gli eventi come i raduni sportivi e le fiere enogastronomiche, il decoro e la manutenzione».
Del Dotto non ha paura che questo possa inficiare sulle presenze a Lido che in questo momento è l’unica località versiliese su cui non è prevista questa tassa: «Non ci sono neanche aspetti puramente economici ma di investimenti. L’idea è quella di comporre contestualmente un pacchetto premiale per le strutture che potranno avere sconti su Imu o Tari in certi casi». Malgrado non si giustifichi il futuro ed eventuale provvedimento con una questione di liquidità c’è anche da sottolineare che dagli ultimi dati delle presenze annuali Camaiore ha segnato 585.528 persone. Anche solo un euro costituisce una forte entrata per le casse comunali.
Immediata e contraria la reazione degli albergatori che sono pronti a dar battaglia. La presidente degli albergatori lidesi Maria Bracciotti annuncia: «Noi siamo contro questo tipo di provvedimento ma non vogliamo scendere in campo da subito: prima è necessario andare all’incontro con il sindaco e capire quali sono i contorni di questa proposta. Ricordo solo al sindaco che in passato aveva detto che durante il suo mandato non ci sarebbe stata tassa di soggiorno. Siamo curiosi di capire cosa gli ha fatto cambiare idea».
Di tutta risposta il sindaco dice che «le cose cambiano e adesso è il tempo di pensare in un’ottica comprensoriale e di Ambito turistico. Una tassa di soggiorno su tutto il territorio non comporterà alcuna perdita di arrivi sul territorio». –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google