Il Tirreno

Versilia

L’INCHIESTA 

Arrestato ispettore della polizia stradale

Paolo Nencioni
Arrestato ispettore della polizia stradale

L’ex comandante della sezione di Viareggio è accusato di corruzione, truffa e circonvenzione di incapace

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VIAREGGIO. Un ispettore della polizia stradale di Montecatini, in forza al comando di Lucca e già dirigente della sezione di Viareggio, è stato arrestato ieri mattina dai poliziotti della squadra mobile di Pistoia. Si tratta di Gianluca Pantaleoni, 49 anni, segretario nazionale della Uil polizia. Pesantissime le accuse elencate in una nota della Questura di Pistoia: corruzione per asservimento della funzione, truffa aggravata, anche ai danni dello Stato, circonvenzione di incapace, traffico di influenze illecite, riciclaggio e autoriciclaggio.

Le notizie ufficiali si fermano qui. Bocche cucitissime tra gli inquirenti sull’inchiesta condotta per oltre un anno dal procuratore facente funzioni Giuseppe Grieco e dal sostituto Leonardo De Gaudio, sulle cui risultanze ha concordato il giudice per le indagini preliminari Luca Gaspari firmando un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Ufficiosamente viene spiegato che le accuse rivolte a Pantaleoni non avrebbero a che fare col suo lavoro. Ma indirettamente sì, perché l’ispettore avrebbe fatto valere il suo nome e il suo ruolo per ottenere denaro in cambio di favori (corruzione), promettendo cose che non poteva promettere (truffa), approfittandosi di chi non si poteva difendere (la circonvenzione) e spendendo il denaro ottenuto illecitamente.

Alla base di tutto, ma anche queste sono spiegazioni che non hanno il crisma dell’ufficialità, ci sarebbe un continuo bisogno di soldi, causato da un’emorragia di denaro a causa del gioco. E così Pantaleoni avrebbe speso il suo nome e il suo ruolo per ottenere prestiti o per millantare favori che non sempre era in grado di fare. Al tempo stesso era presidente dell’associazione “Cristianità, pace e sicurezza”, un misto di fede e polizia.

L’ordinanza che lo ha portato in carcere è molto lunga ed elenca numerosi episodi. In uno di questi, Pantaleoni si sarebbe vantato di avere un fratello che lavora in Vaticano e di poter dire la sua anche dentro la Santa Sede. «Insomma, aveva finito per sentirsi impunibile e ha cominciato a fare qualche errore» dice uno degli investigatori che non vuole essere citato.

Ascoltando le voci dall’interno si scopre che tra i suoi colleghi l’ispettore non era particolarmente amato. Per alcuni era un rompiscatole, che può essere presa come una qualità per un sindacalista, ma che di certo non attira simpatie. Nemmeno ai vertici. Nel 2013 criticò la gestione di un posto di controllo sulla Firenze-Mare durante il quale ci fu un incidente mortale e multò il Comune di Lucca per il posizionamento dei cartelli stradali. Nel 2015 fu assolto dall’accusa di calunnia contro il dirigente del Commissariato di Viareggio dopo aver denunciato, come membro del sindacato Consap, presunte irregolarità. In seguito è stato trasferito a Lucca e poi, nel 2017, aggregato alla sottosezione di Montecatini.

L’indagine è nata proprio in quel periodo e promette di riservare molte sorprese. —

Paolo Nencioni

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