Gioco
Quasi 6mila euro di debiti fuori bilancio per le cause perse
VIAREGGIO. Quasi seimila euro (5.655,87 euro) di debiti fuori bilancio da approvare in consiglio comunale, tutti derivanti da cause che ICare ha perso sul fronte della riscossione dei tributi. Ed i revisori dei conti del Comune di Viareggio (presidente Marilena Cerri, con i colleghi Maria Cristina Bani e Luca Lupetti) lanciano un altolà, invitando «l’Ente a verificare le motivazioni relativamente alla condanna alle spese di giudizio al fine di valutare eventuali responsabilità».
Una delle cause che più pesa sul totale del debito fuori bilancio in questione è la vicenda degli atti impositivi a carico di quattro fratelli che avevano rinunciato, con rogito del notaio, alla eredità del padre: nonostante questo, però, ICare insisteva nel richiedere il pagamento dei tributi che la commissione tributaria provinciale ha sentenziato come non dovuti.
Lo stesso Comune di Viareggio, di fronte alla decisione dei giudici che hanno dato torto all’Ente, ha deciso di «non procedere con l’appello», come si legge nelle relazione della funzionaria responsabile dell’Ufficio tributi, Alice Valchera.
Non aver ascoltato quanto avevano da dimostrare i contribuenti assistiti dall’avvocato Sara Gemignani, è costato al Comune in tutto 2.991,20 euro.
Altre sentenze, e relative spese a costituire il totale dei debiti fuori bilancio che vanno in approvazione, riguardano le contestazione mosse da ICare ai contribuenti relativamente al pagamento dell’imposta Imu su quelle che la società del Comune ritiene seconde case e non prima abitazione. Contestazioni che hanno raggiunto, un po’ a raffica, tanti coniugi separati.
Tra i motivi che hanno spinto le Commissioni tributarie provinciali ad accogliere i ricorsi dei contribuenti, anche una questione molto spesso sollevata dai professionisti che si ritrovano tra le mani le cartelle dei loro assistiti: «L’atto amministrativo - si legge in una delle sentenze allegate alla delibera di debiti fuori bilancio - deve essere motivato e consentire al destinatario di comprendere le ragioni del provvedimento e di valutare l’opportunità di una sua impugnazione». Questo significa che il provvedimento «richiede l’indicazione non soltanto degli estremi del titolo e della pretesa impositiva, ma anche dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche che lo giustificano, al fine di porre il contribuente in condizione di valutare l’opportunità di esperire l’impugnazione giudiziale. E, in caso positivo, di contestare efficacemente». —
D.F.
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