Sicurezza
Burlamacco tra le sardine Santini: è un marchio, non si può
VIAREGGIO. A Firenze, tra le sardine, con Milziade Capirli sempre presente, nel cuore della moglie Amalia Giorgetti e delle persone che intorno a lei si sono strette per dare vita alla Fondazione che di Milziade porta il nome. A Firenze, sardina tra le sardine, con i colori di Burlamacco: «Naturalmente portiamo (per noi ed i nostri amici), le sardine viareggine, con il Burlamacco gentilmente realizzate da mia nuora Mia, che ringraziamo...Spero di incontrare tanti come noi, motivati, delusi, arrabbiati, che abbiano ancora voglia di sognare e di pretendere una politica migliore», scriveva Amalia su Facebook alla vigilia della manifestazione.
Una scelta - quelle delle sardine-Burlamacco - che ha scatenato la reazione di Alessandro Santini, oggi consigliere comunale della Lega ed ex presidente della Fondazione Carnevale: «Spero che la Fondazione Carnevale prenda i necessari provvedimenti. “Burlamacco” è un marchio che ho fatto registrare durante la mia presidenza proprio perché si evitassero usi impropri ed inopportuni. E a Firenze Burlamacco è stato utilizzato inopportunamente e senza permesso». Burlamacco, continua Santini, «non è di nessuna fazione politica, è di tutti, è di Viareggio. Non è quindi nemmeno delle “sardine” che possono protestare dove, come e quanto vogliono, ma lo devono fare correttamente e democraticamente, e soprattutto senza usare ciò che non è di loro proprietà. Il Carnevale è satira politica, ma la maschera ufficiale non si presta per nessuno».
Non si è fatta attendere la risposta di Amalia Caprili: «Non ho chiesto nessuna autorizzazione alla Fondazione Carnevale semplicemente perché non le ho vendute, ma ne ho fatte 10 per me e le mie amiche e perché mi sembra una cosa assurda». La vedova del senatore di Rifondazione scomparso prematuramente nel 2013 aggiunge: «Mi è sembrato un gesto d'affetto per la mia città esplicitato in modo pacifico. C’è chi usa svastiche o simboli fascisti (quelli sì vietati da qualcosa di più serio del Carnevale). Io invece ho solo usato i colori della nostra amata maschera. È una questione di scelte». —
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