Il dolore
Quartiere Lenci, i condomini: «Degrado e spaccio, aiutateci»
viareggio. I lavori ai quali Erp ha annunciato di voler dare il via a gennaio riguardano il ripristino delle facciate e la ricostruzione del cemento armato deteriorato, per un costo che supera i 2 milioni di euro. «Ma sono cinque anni che si va avanti di gennaio in gennaio», raccontano i condomini del palazzo Lenci, 126 appartamenti, che al Varignano fa “quartiere” a sè, spiccando in tutto il suo degrado. A chiamare il Tirreno è un giovane volontario della Croce Rossa, Samuele Salani, voce di quella parte di Viareggio che non si rassegna al degrado e all’illegalità.
Il condominio casa a pezzi e non è un modo dire, visto lo stato delle scale, con le armature a vista, e le balaustre dei terrazzi mancanti quasi ovunque. «Venite, vi faccio luce», è la voce di Salani mentre guida cronista e fotografo, presente anche il consigliere comunale della Lega, Alessandro Santini: «Così potete vedere anche quello che altrimenti resta invisibile». Nel corridoio sul quale si affacciano le porte delle cantine si accumulano rifiuti, mobili, biciclette fatte a pezzi. L’illuminazione manca da tempo, quanto persone abitano nell’intero stabile nessuno sa dirlo perché il via vai in tutta una serie di appartamenti è continuo. «Viviamo nel sudicio più sudicio e qui sotto si trovano tutte le sere siringhe piene di sangue», è la voce di una condomina che poi se ne va.
Anche un paio di notti fa si è sentito un botto, improvviso, nel silenzio del buio: un pezzo di cemento si è abbattuto al suolo, dall’alto. Ed è andata bene che fosse notte fonda. La notte che «qui mette paura», raccontano i condomini. Perché gli spacciatori utilizzano i meandri del palazzo - parco sul retro compreso, che i vigili del fuoco hanno decretato pericoloso - per nascondere lo stupefacente. E le liti sono all’ordine del giorno in una zona che avrebbe maggior necessità di passaggio delle forze di polizia, visto che di fronte al condominio Erp c’è una scuola con palestra dove si svolgono attività sportive pomeridiane.
Tra la scuola ed il palazzo una serie di tettoie in lamiera e dei container di non si sa bene chi, il tutto “spuntato” ben dopo la costruzione del palazzo. Poco distante, nell’area adibita a parcheggio, sotto una tettoia provvisoria vi sono delle auto poste su sostegni, come se qualcuno vi stesse lavorando per riparlarle. Sotto la tettoia materiali vari, barattoli, stracci, pneumatici, segno inequivocabile di una attività svolta proprio sotto le finestre del condominio. —
D.F.
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