La protesta
L’opposizione di Massarosa: faremo ricorso per bloccare il dissesto
Il centro-sinistra e gli ex amministratori si appelleranno a Tar e Corte dei conti Del Soldato: «Ci sono errori clamorosi e i pareri dei revisori sono incoerenti»
MASSAROSA. Sono convinti di avere «ampi margini per bloccare la delibera di dissesto» che per Massarosa, dicono, «sarebbe la rovina». Tasse al massimo per tutti, meno servizi, blocco delle assunzioni, vendita di patrimoni immobiliari. E tutto questo in un comune dove «il reddito medio non è certo quello di Forte dei Marmi». L’opposizione e gli ex amministratori hanno così dato mandato ai legali per preparare i ricorsi che verranno presentati («appena pronti») in due sedi: quella amministrativa, quindi al Tar, e quella contabile, cioè alla Corte dei conti.
Sostengono che, non solo la delibera di dissesto non fosse necessaria, ma che pure sia basata su errori «clamorosi», come li definisce Adolfo Del Soldato, segretario del Pd comunale, durante la conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina nella sala consiliare e a cui hanno partecipato molti cittadini.
Ci sono alcuni punti che non tornano all’opposizione. Anzitutto l’incongruenza fra «i pareri favorevoli prodotti sei mesi fa sul bilancio preventivo e consuntivo dai revisori dei conti e quelli di ora», dice Del Soldato che aggiunge: «Nessuno vuole giudicare la professionalità, ma qualcuno dovrà pur spiegarcela». Senza dimenticare che a luglio, con la procedura di pre-dissesto, il debito calcolato dai tecnici ammontava a 5milioni di euro e che oggi è il doppio: erano, infatti, stati esclusi dal computo della massa debitoria altri circa 6 milioni di residui attivi che invece nella fase di dissesto sono stati conteggiati. «Se si eliminano i residui attivi e le alienazioni – commenta l’ex assessore al bilancio, Stefano Natali – anche Dubai rischia il dissesto».
Sempre sul debito conteggiato di 10, 8 milioni, l’opposizione contesta, oltre ai residui attivi e alle alienazioni bloccate («si bloccano quando due o tre bandi vanno deserti», dice Natali), altre somme inserite «frutto di forzature volte ad aggravare il quadro, e in certi casi frutto di veri e propri errori procedurali e sostanziali», commenta Del Soldato. Tra questi i 900 mila euro a garanzia dei contenziosi in essere «quando negli ultimi venti anni il Comune ha fronteggiato cause dieci volte tanto di valore», e la sede distaccata del Comune, che la nuova amministrazione vuole riscattare non senza un costo ma che, a detta dell’opposizione, «può rimanere a Sermas per un tempo indefinito». «L’ultima notizia clamorosa del reperimento di 1, 344 milioni di multe, non iscritte a bilancio – dice il segretario dem –, taglia la testa al toro, al di là dei tecnicismi contabili, sul disequilibrio accertato a luglio, dove già si erano fatte operazioni che a definirle forzate è poco, come l’eliminazione delle entrate da alienazioni con la motivazione dell’assenza di professionalità interne, quando risulterebbe che gli atti erano pronti».
Dai numeri alla politica, Francesco Mauro, consigliere comunale di Massarosa Futura, attacca il sindaco Alberto Coluccini per il suo operato: «Prima si cercano altre soluzioni e poi, nel caso, si dice “non ho trovato altre soluzioni”. E invece lui cosa ha fatto? Ha solo detto che non ce n’erano senza nemmeno averle cercate».
Del Soldato lo paragona a Nerone «che pur di attaccare i cristiani ha dato fuoco a Roma. Loro stanno bruciando Massarosa». «Doveva essere un cComune che ripartiva ma non lo farà– incalza Silvano Simonetti (Massarosa Domani) –. Prima ancora di misurarsi con i numeri e con la propria capacità di governare, hanno deciso di presentare un piano di pre-dissesto che si sapeva dove sarebbe arrivato. Perché loro volevano arrivare lì». «Noi abbiamo avuto il coraggio di governare per dieci anni nonostante la grave situazione in cui si trovava il Comune (il debito nel 2009, inizio del primo mandato di Mungai, era di 21milioni di euro, ndr), mentre loro scappano dalle loro responsabilità», attacca Simona Barsotti, ex assessora al Sociale. Damasco Rosi (Pd) critica anche il metodo: «Per una decisione così importante non ci hanno nemmeno coinvolti».
Era presente alla conferenza anche l’ex sindaco Franco Mungai. «Cosa ha fatto veramente Coluccini per evitare il dissesto in questi mesi? Ha fatto mandare gli avvisi per il mancato pagamento della Tari? È stato chiesto a Gaia di anticipare il rientro di un milione di euro? Mi sembra che l’unico obiettivo non fosse evitare il dissesto, ma distruggere noi, sulle spalle dei cittadini». —
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