Gioco
Famiglia con gemellini neonati rischia di rimanere senza un tetto
Lui non ha un lavoro stabile da un anno, lei si deve occupare dei figli e della mamma malata. Sotto sfratto, non trovano un’alternativa
la storia
Lui ha perso il lavoro fisso un anno fa. Da allora si barcamena tra un lavoretto e l’altro. Niente di stabile, niente di sicuro. A malapena riesce a sfamare tutta la famiglia. Lei, un lavoro, nemmeno lo aveva. Deve occuparsi della madre malata e, adesso, anche dei gemellini nati nove mesi fa. Per i proprietari di immobili sono, a torto o a ragione, i classici inaffidabili, quelli a cui non si affitta una casa nemmeno sotto tortura.
Ma per la storia, loro sono i classici esclusi, quelli che non riescono a sbarcare il lunario, che si fanno in quattro per non affondare ma poi la vita inspiegabilmente va sempre peggio. Prima una malattia, poi il licenziamento, poi i figli, un dono di Dio ma nel momento peggiore, e uno sfratto che incombe. Una famiglia con due neonati e un’anziana malata che tra due settimane rischia di ritrovarsi in strada.
Dovevano lasciare la loro casa in Darsena (per morosità) venerdì, ma grazie alla mediazione degli attivisti della Brigata mutuo sociale per l’abitare e del sindacato Asia, tutto è stato rinviato di quindici giorni. Ma tra quindici giorni dovranno andarsene. Dove, nemmeno loro lo sanno.
Adesso vivono in una casa che da tempo è stata pignorata dalla banca. «Quindi non si tratta di un vero e proprio sfratto – spiegano dal sindacato –, ma di uno sgombero coatto». Il punto è che trovare un’altra casa, per loro, è impossibile. Nessuno vuole affittargliela. «Ci auguriamo che i servizi sociali del Comune vogliano dare risposte concrete a questa nuova ennesima emergenza – continuano dal sindacato –. Nei giorni scorsi avevamo segnalato il caso di una famiglia in via della Foce anche questa con quattro minori e avevamo chiesto un incontro. La disponibilità dell’amministrazione all’incontro è stato comunicato alla famiglia solo un paio di ore prima e ciò ha impedito al sindacato di partecipare. Inoltre da quanto riferito dalla famiglia ci sembra che non sia emersa una proposta concreta per risolvere il loro problema. Appare evidente e ci duole dirlo che l’amministrazione comunale sia del tutto inadeguata ad affrontare il dramma dell’emergenza abitativa». —
Melania Carnevali
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