Sicurezza
Travolto e ucciso, no del pm al patteggiamento della pena
La Procura ha respinto la richiesta degli avvocati difensori di Anthony Caturano Intanto nell’udienza preliminare la famiglia della vittima si è costituita parte civile
Omicidio Lucchesi, Caturano cerca uno sconto di pena proponendo un patteggiamento ma la procura respinge l’idea: troppo pochi due anni.
Ieri mattina si è svolta l’udienza preliminare di fronte al gup Riccardo Nerucci nel procedimento a carico di Anthony Caturano, il 27enne torrelaghese che il 5 febbraio del 2018 sul viale della Darsena travolse e uccise il 21enne Andrea Lucchesi e ferì il 25enne Fabio Biagini, che stava camminando con l’amico lungo la strada.
A seguito di quell’episodio Caturano, che quella notte si sarebbe messo alla guida di una Lancia Y con un tasso alcolemico sopra il limite consentito, deve rispondere di omicidio stradale e lesioni gravi.
Ieri mattina al tribunale di Lucca si è tenuta l’udienza preliminare: nell’ex ospedale di via Galli Tassi erano presenti l’imputato, rimasto sempre in silenzio e accompagnato dai suoi legali, e i familiari di Andrea Lucchesi, rappresentati dall’avvocato Cristiana Francesconi.
Nel corso dell’udienza camerale c’è stata la costituzione delle parti civili (la madre, il padre, il fratello e la nonna di Andrea) che attraverso il loro legale hanno presentato al giudice una relazione tecnica che ricostruisce la dinamica del sinistro. Si è costituita parte civile anche l’Associazione vittime della strada.
Fuori dall’aula, invece, erano presenti alcuni amici di Andrea Lucchesi.
Nel corso dell’udienza il legale di Caturano ha chiesto la citazione in giudizio come responsabile civile della compagnia assicurativa dell’imputato.
Il giudice Nerucci ha fissato una nuova udienza per il 21 gennaio in modo che gli atti possano essere notificati all’assicurazione. Questo è quanto è successo nel corso dell’udienza ma le cose più interessanti avvengono fuori dall’aula.
Gli avvocati continuano a lavorare e stando a quanto risulta al Tirreno i legali di Caturano hanno avanzato una proposta di patteggiamento con una pena di cerca due anni per il loro imputato. Stando a quanto risulta l’ufficio requirente ha rigettato la proposta, ritenendo troppo bassa la pena per Caturano. Possibile che ci siano nuovi sviluppi prima dell’udienza del 21 gennaio.
Secondo la Procura quella sera si sarebbe messo alla guida dopo aver bevuto (il tasso alcolemico riscontrato nel sangue dell’imputato era di 1,14 mentre il limite è di 0,50) e dopo aver assunto cannabis.
Inoltre, dopo l’incidente sarebbe fuggito e avrebbe chiesto ai ragazzi che erano in auto con lui di non dire nulla, nascondendo poi il veicolo coinvolto. —
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