Il dolore
Lunedì il sindaco andrà a Roma per il dissesto comunale
Una delegazione di politici e tecnici attesi al Ministero per sollecitare l’insediamento dei commissari liquidatori
Ormai non si torna più indietro. Adesso che il dissesto è stato dichiarato, la procedura di liquidazione non avrà più modo di essere arrestata. Il sindaco adesso ha ben pochi margini di manovra. Alberto Coluccini si presenterà comunque lunedì mattina alle 12 all’appuntamento ministero degli Interni. Il suo intento è quello di andare a sollecitare gli uffici competenti affinché l’organismo straordinario di liquidazione si insedi il prima possibile. Solo a quel punto, quando ovvero i tre commissari saranno nominati e presenti a Massarosa, si potrà capire cosa vendere e chi pagare. Perché in questo consiste il dissesto: aprire una procedura di liquidazione in cui i beni in capo all’ente, tranne quelli inalienabili come il municipio e le scuole, vengono utilizzati per soddisfare i creditori del Comune.
Insieme al sindaco, si presenteranno davanti agli uffici anche alcuni tecnici. Con Coluccini ci saranno infatti Antonella Bugliani, la dirigente neo insediata del Comune, Guia Amato, ex dirigente del Comune in pensione e ora consulente gratuita dell’ente, il consulente Luciano Fazi, Claudio Marlia, presidente del consiglio comunale e Massimiliano Lombardi della segreteria generale.
«Voglio le condizioni migliori per i miei concittadini - ha spiegato il sindaco - sarà un periodo molto difficile, questo lo so, ed è stato per me un dolore dover prendere questa inevitabile decisione ma i conti che abbiamo trovato non danno alcuna via d’uscita».
Intanto continuano gli screzi tra opposizione e maggioranza: «Il sindaco e le forze politiche – dicono dai banchi del governo in una nota – non sono responsabili dell'attuale stato di dissesto dell'ente. Ma non siamo noi a dare la colpa agli amministratori di prima: è palese che il disastro lo hanno fatto loro, non c'è bisogno di incolparli. Abbiamo preso atto dello stato di dissesto in cui hanno lasciato Massarosa perché vogliamo andare avanti e pensare al futuro della nostra comunità: loro non riescono a farsene una ragione». —
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