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Coluccini presidente del consorzio sui rifiuti Il Pd: «Troppo tardi»

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massarosa. Il sindaco di Massarosa Alberto Coluccini è stato eletto all’unanimità presidente del Consorzio Ambiente Versilia (Cav) nel corso dell’assemblea che si è tenuta a Forte dei Marmi giovedì. Nella stessa occasione è stato nominato anche il vicepresidente, Andrea Mazzoni e sono stati nominati i membri del cda ossia Simone Leo, Federico Pierucci, Elisa Bartoli e Dino Vené.

«Ringrazio per la fiducia che mi hanno dimostrato – ha commentato il neo presidente Cav – e chiedo loro di affiancarmi in questo complicato incarico: serve la collaborazione di tutti. Tra le grandi tematiche da affrontare nell’immediato – ha ricordato Alberto Coluccini – la chiusura dei cosiddetti libroni, ossia la questione tra crediti e debiti tra i Comune di Cav e una ripresa della trattativa in corso con il Comune di Camaiore e la dismissione dell’ex inceneritore di Falascaia».

La prossima assemblea Cav sarà convocata entro tre settimane.

Non poteva mancare l’opposizione che anche nei mesi scorsi aveva accusato il primo cittadino di non essersi curato abbastanza della questione: «Coluccini ha deciso di diventare presidente del Cav dopo che si è liberato dagli impegni da sindaco con il dissesto».

In una lunga nota l’opposizione rimprovera «inerzia» al sindaco: «Ad agosto abbiamo invitato il sindaco Alberto Coluccini a chiedere di convocare l’assemblea del consorzio e ad assumere lui la presidenza per fare il punto della situazione e portare a termine il lavoro fatto fino ad oggi compreso quello relativo alla riscossione dei crediti del comune di Massarosa per oltre un milione di euro. Solo ieri, a distanza di ben sei mesi, dopo che il sindaco ha dichiarato il dissesto, Coluccini, convinto anche dagli altri comuni, ha accettato. Avrebbe dovuto farlo prima visto che ad esempio il comune di Camaiore, fatta con gli uffici l’istruttoria del suo debito, è disposto a versare a Massarosa quanto gli spetta. Ma Coluccini e la sua maggioranza, come è emerso anche durante l’ultimo consiglio comunale non sanno nemmeno di cosa si parla». —

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