Sicurezza
I controlli alla rete idrica al centro del processo a Di Martino e Aragona
PIETRASANTA. I controlli sulla rete idrica e ancora sulle fonti di approvvigionamento dell’acqua: sono stati questi i temi centrali dell’udienza del processo tallio di mercoledì scorso, a Lucca. Udienza che ha visto gli avvocati delle parti civili – Luca Nannizzi e Gabriele Dalle Luche, supportati da Daniela Forti, Andrea Giannecchini, Filippo Antonini, Letizia Bertolucci e Damiano Pucci – chiamare in causa, come testimoni, i tecnici di Gaia per avere appunto un quadro esaustivo dei monitoraggi a Valdicastello e dintorni. «Il geometra di Gaia, Giorgio Della Santa – fanno sapere Nannizzi e Dalle Luche – ha in sostanza riferito che la manutenzione sulla rete idrica viene eseguita solo a seguito di una segnalazione o quando la stessa rete è vetusta. Per quanto riguarda il monitoraggio delle fonti di approvvigionamento l’unico sopralluogo, prima che emergesse la problematica tallio, era stato effettuato nel 2013 alla sorgente Molini di S. Anna».
Sempre durante l’udienza è emerso «che la rete idrica presente sul territorio è rivestita in acciaio – precisano i legali – polietilene, ma anche in fibrocemento».
La prossima udienza è stata aggiornata al 5 febbraio. «Data in cui auspichiamo, come testimone, la presenza dell’ex sindaco, e oggi senatore, Massimo Mallegni – aggiunge Dalle Luche – visto il suo attaccamento a Pietrasanta sono certo che a differenza di due giorni fa, quando non si è presentato in tribunale perché non aveva ritirato l’avviso della raccomandata di convocazione, sarà presente».
Come noto il processo vede imputati Francesco Di Martino – Gaia – e Ida Aragona – Asl – con l’accusa di avvelenamento colposo destinato al consumo umano. —
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