Il Tirreno

Versilia

il delitto di Torre del Lago 

Oggi l’esame del corpo di Chiara Corrado uccisa dal compagno

Oggi l’esame del corpo di Chiara Corrado uccisa dal compagno

Nel racconto di Graziano Zangari non tornano le date  della ricostruzione dell’omicidio tra 26 e 27 luglio

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È fissato per oggi l’esame necroscopico di Chiara Corrado, la quarantenne pisana uccisa dal suo compagno - Graziano Zangari, 46 anni - e trovata cadavere in una roulotte di Torre del Lago. Il pm Aldo Ingangi ha incaricato il medico legale Stefano Pierotti che sarà l’unico anatomopatologo presente perché sia la parte offesa (la famiglia della vittima) sia l’imputato attraverso i suoi legali (Francesco Sapone del Foro di Paola e Valerio Vianello del Foro di Roma) non nomineranno alcun consulente di parte. I due legali invece stanno valutando l’eventualità di incaricare uno psichiatra di fiducia per sottoporlo ad un esame in grado di verificare la sua piena capacità di intendere e volere al momento dell’omicidio in relazione alla dipendenza dalla coca.

Sul fronte della ricostruzione del delitto emerge come non coincida la data fornita dall’indagato - la notte tra 26 e 27 luglio - e quella riferita dal proprietario della roulotte (10 agosto). Zangari sostiene nella confessione al pm che ha ucciso Chiara dopo un furibondo litigio nella notte del 26 luglio e il giorno successivo, dopo aver ripulito il container dal sangue così come l’arma del delitto, aveva trasportato il corpo nel caravan di cui aveva la disponibilità. Ed era tornato lì qualche giorno dopo per «spruzzare all’interno del profumo di lei». Diversa invece la ricostruzione del proprietario che portava gli animali al pascolo nella zona recintata e dove era presente la roulotte: il 10 agosto avrebbe ricevuto la telefonata del muratore che gli chiedeva di tenere aperto il cancello del recinto perché sarebbe venuto con un furgone a scaricare degli effetti personali. In quella circostanza avrebbe apposto il lucchetto alla roulotte. Tre giorni dopo Zangari sarebbe andato in ferie in Calabria. Se così fosse il corpo della vittima sarebbe rimasto nel box-spogliatoio per 2 settimane. Ipotesi poco verosimile perché il luogo era frequentato da altri muratori ed operai.

Mentre le indagini dell’Arma proseguono, ora deve essere reiterata entro 20 giorni l’ordinanza di custodia cautelare temporanea emessa dal gip di Paola, Rosa Maria Mesiti, che ha convalidato l’arresto di Zangari legato al pericolo di fuga dell’accusato di omicidio volontario aggravato. Gli atti dovranno essere trasmessi al pm Ingangi che dovrà chiedere la misura al Gip del Tribunale di Lucca per il femminicida. —

L.T.





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