Lutto
ICare applica le tariffe maggiorate a chi non firma «Fece così il socio privato»
VIAREGGIO. «La recente notizia arrivata in banchina della decisione di ICare di applicare la tariffa giornaliera a coloro che non firmeranno il contratto di assegnazione del posto barca, sarebbe, se confermata, l’ ultima delle iniziative illegittime avanzate dalla suddetta società partecipata interamente dal Comune di Viareggio, che inevitabilmente ripropone la questione del ruolo dell’attività imprenditoriale pubblica». Interviene così Fabio Alfieri, per la Cooperativa “Porto turistico”.
Lo sviluppo degli eventi ha spinto la Cooperativa a ricercare i documenti relativi al periodo di gestione della Viareggio Porto da parte del gruppo Ferragamo, il privato che entrò nella compagine societaria tra 2008 e 2009. «Sorprende», scrive Alfieri, «l’esatta sovrapposizione delle scelte di allora con quelle odierne. Poco dopo l’insediamento, Ferragamo comunicò ai diportisti le sue volontà: aumento delle tariffe, riscrittura del Regolamento di gestione e del contratto di assegnazione dei posti barca a scadenza annuale. In cambio avrebbe realizzato un approdo privo di ogni difetto».
La reazione non si fece attendere: «La gran parte dei diportisti, riuniti nel circolo La Madonnina, si rifiutarono di pagare le nuove tariffe e non firmarono il contratto proposto. Ferragamo rispose minacciando di allontanare le barche dal porto e di applicare la tariffa giornaliera a coloro che non avevano sottoscritto il contratto».
Di acqua sotto i ponti ne è passata, la Viareggio Porto in liquidazione per anni è stata acquistata da ICare che ai diportisti ha proposto un contratto di un solo anno e per chi non accetta l’applicazione della tariffa giornaliera, con aggravio di costi. «Mai avremmo pensato che nella testa dell’amministrazione comunale c’era già allora la scelta di comportarsi come un privato: nessun ascolto e confronto con la cittadinanza, schierarsi apertamente con gli interessi di una parte della città. Ovvero il polo del lusso, l’appalto al Consorzio Navigo (di cui fa parte anche il Cna), il progetto di ristrutturazione del Porto, l’estromissione degli attuali diportisti dalla discussione e dall’ormeggio attraverso contratti a scadenza 2020 e tariffe esose, senza riguardo per lo sviluppo reale della Versilia».
I diportisti della Cooperativa - ricorda Alfieri - «non si sono arresi e non si arrendono a questo declino e continueremo a chiedere al Comune collaborazione e confronto. Noi siamo disponibili». —
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