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Versilia

il caso  

Protesta dei genitori per i corsi a pagamento nella scuola primaria

Cesare Bonifazi
Protesta dei genitori per i corsi a pagamento nella scuola primaria

Problema sollevato alla Montalcini di Lido di Camaiore Una mamma: «Così si discriminano gli alunni»

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La scuola deve essere inclusione. Ma, secondo alcuni genitori della scuola primaria Montalcini di Lido di Camaiore, dell’istituto comprensivo Gaber, le scelte della dirigenza mettono in pericolo questo principio fondamentale.

Il caso è scoppiato quando ai genitori vengono proposti due corsi curricolari a pagamento, ovvero un’integrazione dell’offerta ordinaria su alcune materie. Opzioni che avvengono in quasi tutte le scuole, si guardi per esempio ai corsi di teatro oppure alle settimane bianche organizzate nei vari istituti di ogni genere e grado. Il problema va a toccare alcuni genitori nel momento in cui viene fatta la proposta non possono far altro che rispondere di no. Principalmente per motivi economici. Così accade in questo caso in cui una madre, che si fa portavoce di altre della stessa scuola, dice: «Nella nostra scuola sono stati previsti due corsi a pagamento durante l’orario ordinario di lezione: uno di musica sponsorizzato dalla Yamaha in cui viene insegnata la tastiera, e uno di inglese - e continua - per questi corsi viene richiesto un contributo di settanta euro ciascuno. Sebbene la dirigenza dica che sono cifre irrisorie, ci sono alcune famiglie che non sono in grado di permettersi questo tipo di spesa. Questo significa una cosa sola: che quei bambini i cui genitori non possono pagare dovranno necessariamente rimanere in classe a fare la lezione ordinaria».

Nel concreto si tratta di un paio di alunni per ciascuna classe coinvolta: «Questi bambini, che si sentiranno necessariamente diversi rispetto agli altri, non potranno far altro che considerarsi discriminati per un fattore puramente economico. Chiediamo che questi corsi vengano eliminati e che si dia la possibilità a tutti i di avere i medesimi strumenti di apprendimento in modo che nessuno rimanga indietro e che non ci sia distinzione. C’è da aggiungere una cosa: la scuola ha previsto delle gratuità in numero limitato. Cosa succede se non bastano per tutti i bambini rimasti fuori? Con che criteri verranno ripartiti? Questo è profondamente ingiusto». —

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