Toscana
Nel presepe spuntanoTrump, Berlusconi, Troisi e tanti altri
La proposta dell’artista Michele Bertellotti nel chiostro di Sant’Agostino una sorta di via Crucis nella storia dalla Natività ai giorni nostri
IL PROGETTO
Cosa ci fanno Kim Jong-un, Donald Trump, Silvio Berlusconi e Massimo Troisi nel presepe natalizio che vedrà la prima luce il 7 dicembre nella sala Grasce del chiostro di Sant’Agostino? Di sicuro daranno vita a “Un presepe fuori dal gregge” come da progetto di Michele Bertellotti che attraverso 16 stazioni racconterà la sua personalissima rilettura della Natività. «Da tempo accarezzavo l'idea di allestire un presepe distante dai canoni tradizionali: per intendersi, come poi è il titolo della rassegna, non la solita zuppa. Ne ho parlato con monsignor Stefano d'Atri per poi proporre il tutto all'amministrazione comunale che l'ha subito condivisa e supportata. Non posso che ringraziarli» è l'incipit di Bertellotti artista di crescente successo e recente protagonista della mostra “Save the green” in municipio. «Spiegare quello che andrò a proporre nel Chiostro non è semplicissimo e al tempo stesso - fa sapere Bertellotti - vorrei riservarmi qualche effetto sorpresa. Detto questo il mio presepe vivrà su 16 stazioni ben separate una dall'altra: una sorta di via Crucis dove si partirà dalla Natività, anche in questo caso personalizzata, per poi arrivare, attraverso il viaggio dei pastorelli, alla tappa finale, celata dietro un'altra nascita, quella della tecnologia e del telefonino».
E in ogni stazione saranno presenti appunto i personaggi e le situazioni che hanno fatto la storia, datata e attuale. «Dalla contrapposizione, millenaria di saladini e crociati alla bomba atomica del dittatore Kim, dal crollo del muro di Berlino fino alle Torri Gemelle e alla musica di Pino Daniele, dalle politiche di Berlusconi, Salvini e Prodi - solo per citarne alcuni - all'ironia, surreale e coinvolgente di Troisi. Ogni stazione avrà il suo messaggio e ogni messaggio avrà il suo scenario incorniciato da statuine tutte realizzate a Napoli. Un presepe nella storia - prosegue Bertellotti - che volge lo sguardo al passato per capire l'attualità. Il tutto con ironia e tenendo ben presente che la Natività si può interpretare in tanti modi, l'importante è che non venga mai meno il rispetto per il pensiero degli altri». Per un vernissage, preceduto da un flash mob a firma del Gruppo per Servire di Querceta, fissato il 7 dicembre sullo sfondo natalizio del centro storico. — L.B.
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