Sicurezza
Il pianto di Coluccini: dissesto inevitabile
«Malgrado le simulazioni fatte non è stato possibile predisporre un piano per ripianare una situazione troppo compromessa»
È un sindaco teso e corrucciato quello che entra nella sala del consiglio comunale. La decisione era stata già annunciata: Massarosa da domani entrerà ufficialmente nel dissesto. Questo significa che si insedierà un organismo di liquidazione.
«È la seconda volta che piango in vita mia - racconta Alberto Coluccini - la prima era stata quando con mia madre andai a vedere Via col vento al cinema».
Il quadro che disegna il primo cittadino a neanche sei mesi dal suo insediamento trova riscontro nella relazione dell’organo di revisione dei conti che, nelle sue conclusioni, «ritiene che debba essere deliberato il dissesto finanziario e rimette al consiglio comunale la decisione di adottare i conseguenti provvedimenti». L’assemblea è stata convocata per domani alle 21.30 e la maggioranza appare compatta: si voterà per andare al dissesto con il sostegno del consigliere pentastellato e le rimostranze dell’opposizione di centrosinistra che diventa automaticamente imputato al banco del dissesto. Da quando, quest’estate, l’amministrazione ha deciso di entrare nella fase di pre-dissesto è partita la corsa per trovare un piano di rientro da presentare per sostenere il disavanzo. Sforzi inutili.
«Malgrado le tante simulazioni fatte - spiega il sindaco - non è stato possibile predisporre un piano tale che potesse ripianare una situazione troppo compromessa. Al lavoro c’erano il nuovo ragioniere capo e una società esterna a cui era stato affidato il compito di fare un’analisi dettagliata. Ci siamo dovuti scontrare con la dura realtà: ovvero che le cifre che erano state sbandierate in passato erano ottimistiche così come le previsioni d’entrata». In più, secondo il sindaco, ci sarebbero state delle «imprecisioni nel bilancio tali da sottostimare la situazione generale».
Scorrendo la relazione dell’organo di revisione si legge che ci sono «alcune criticità relative all’organizzazione dell’ente»: la struttura funzionale dell’ente si è aggravata nella seconda metà del 2019, gli strumenti informatici degli uffici non dialogano tra loro in maniera adeguata e c’è «un’estrema difficoltà di reperimento dei dati necessari sia contabili che amministrativi».
Arrivando ai numeri, la relazione afferma che «l’entità delle passività ha evidenziato che il Comune di Massarosa, pur ricorrendo a misure straordinarie, non riuscirà, neppure in un’ottica pluriennale, a farsi carico di tale importo».
Si tratta di una massa debitoria che ammonta a circa 11 milioni di euro, su un bilancio di 18 milioni. «Alla quale vanno aggiunti ogni anno due milioni di spesa corrente e cinque milioni di anticipo di cassa che costano alle casse del Comune 300mila euro di interessi - dice il sindaco - nelle simulazioni di piano di rientro abbiamo inserito anche i 6 milioni della vendita delle quote di Toscana Energia, i crediti che l’amministrazione vanta sulla partita del Cav da Camaiore (un milione e mezzo circa) e il credito su Gaia (un milione e 300mila circa). Purtroppo non c’era alternativa. Di una cosa devo dare atto ai miei oppositori: avevano ragione quando dicevano che il predissesto era solo nella testa di Coluccini, perché in effetti era folle l’idea di fare un piano di rientro, la gestione passata è stata così disastrosa che dobbiamo andare direttamente al dissesto». —
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