Gioco
Bloccata l’autopsia sul cadavere di Chiara ma l'indagine è quasi chiusa
Slittano i funerali della quarantenne uccisa dal compagno e rinchiusa in una roulotte per quasi quattro mesi
VIAREGGIO. Slitta ancora l’autopsia. Ma l’indagine è praticamente conclusa. Tanto che il pm Aldo Ingangi potrebbe chiedere pure il giudizio immediato dato che gli elementi in suo possesso sono molteplici e concordanti e l’indagato è stato sottoposto ad interrogatorio ed è detenuto. Manca però l’esame autoptico e le risposte medico legali ai quesiti richiedono perlomeno 60 giorni di tempo. Affinché la procura possa chiedere quel giudizio speciale - che salta il passaggio obbligato del gup - occorre che l’iscrizione nel registro degli indagati sia avvenuta entro tre mesi dalla richiesta di immediato.
AUTOPSIA
Per domani sono attesi dalla procura di Paola (Cosenza) gli atti relativi all’interrogatorio a cui è stato sottoposto il reo confesso Graziano Zangari, 46 anni, il muratore residente a Saltocchio, autore del femminicidio e finito in carcere con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Il manovale che ha ammazzato con un colpo di mazza da cantiere all’altezza temporale destra che ha fracassato il cranio di Chiara Corrado forse uccidendola all’istante ha chiesto di farsi difendere da un avvocato del foro di Roma. Ma il legale non è stato rintracciato e così all’interrogatorio di garanzia è stato chiamato un avvocato della provincia di Cosenza. Zangari non si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma, come per togliersi il peso di un macigno, ha ammesso l’addebito ricostruendo quel giorno d’estate. Sostiene che il delitto è stato commesso in uno stato di alterazione psicofisica: lui e lei erano in preda ad un delirio allucinatorio legato al consumo di coca. «Non sopportavo più l’idea che lei mi tradisse con altri uomini» uno dei passaggi chiave della confessione. Non è ancora chiaro - e questo è uno dei punti che richiederanno ulteriori verifiche - se il corpo senza vita dell’ex dipendente delle Poste sia stato messo nell’immediatezza del delitto all’interno di un telo di plastica sigillato con nastro adesivo per trascinarlo fuori dal box in lamiera oppure se il cadavere della quarantenne di San Giuliano sia rimasto dentro il luogo in cui il manovale si cambiava e dove è maturato il delitto e solo alcune ore più tardi, quando Zangari ha realizzato l’accaduto, abbia caricato, dopo averlo legato con una corda, il corpo della donna che sosteneva di amare all’interno del vano del furgone della ditta d cui aveva le chiavi e la piena disponibilità per trasportarlo a 5 chilometri di distanza nella «roulotte dell’orrore» all’interno del campo recintato sull’Aurelia.
IL CONSULENTE
Probabile che il pm nomini come consulente il medico legale Stefano Pierotti. Essendo l’autopsia un atto irripetibile dovranno essere informate tutte le parti in causa (indagato, parte offesa e i rispettivi avvocati), per poter permettere loro di nominare un perito di parte (medico legale o anatomopatologo). Per questo motivo probabile il trasferimento nel carcere di San Giorgio del femminicida. Difficilmente quindi l’esame potrà svolgersi entro mercoledì 27 novembre.
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