Toscana
Aumentati del 15% in un anno gli sos alla Casa delle donne
viareggio. Chiara non aveva mai chiesto aiuto. Né alla forze dell’ordine, che eppure erano intervenute più volte nella casa di Saltocchio, periferia di Lucca, dove viveva con il compagno che poi l’ha uccisa e abbandonata in una roulette parcheggiata in un campo di Torre del Lago. Né a familiari, amici, conoscenti. Né tantomeno ad associazioni che si occupano di violenza di genere, come la Casa della donne di Viareggio, che da oltre vent’anni è il punto di riferimento delle donne vittime di violenza in Versilia. «Chiara è stata vittima del compagno e dell’indifferenza generale», commenta a Il Tirreno Ersilia Raffaelli, presidentessa del centro antiviolenza viareggino.
Dall’inizio del 2019, il centro ha avuto in carico 191 donne. Le volontarie hanno ricevuto 673 telefonate; 228 sono state le donne che si sono affacciate al servizio per la prima volta, di queste 191 sono state prese in carico. Rispetto allo scorso anno le richieste di aiuto sono aumentate del 15% e secondo il centro «è un dato positivo» perché significa che le donne si stanno facendo coraggio, che vogliono uscire dal labirinto di violenza. Il comune di provenienza di queste donne è prevalentemente Viareggio, a cui seguono Camaiore e poi gli altri comuni della Versilia. Le vittime di violenza hanno tra i 29 ed i 49 anni, ma sono in aumento quelle che hanno dai 60 anni in su.
Chiara, in ogni caso, non era tra queste. «Noi non sapevamo nemmeno chi fosse – continua la presidente della Casa delle donne –. L’indifferenza è un problema enorme. Le donne non devono essere lasciate sole. Innanzitutto dalle istituzioni».
La scoperta di questo femminicidio arriva a pochi giorni dalla giornata internazionale delle donne, che è domani. Oggi le attiviste scenderanno in piazza Mazzini (ore 15. 30) per un flash mob contro la violenza di genere (anticipato ad oggi dal momento che domani è prevista pioggia). E sempre la Casa delle donne sta organizzando per il 9 dicembre un incontro che prenderà vita alla Croce Verde di Viareggio, nel pomeriggio, e a cui parteciperanno la senatrice Valeria Valente, presidente della commissione femminicidio, e l’avvocata Titti Carrano, autrice di un ricorso a Strasburgo che ha portato alla condanna dell’Italia per non aver agito con sufficiente rapidità per proteggere una donna e suo figlio dagli atti di violenza domestica perpetrati dal marito che hanno poi portato all’assassinio del ragazzo e al tentato omicidio della moglie.
«Questo – commenta Ersilia Raffaelli – è l’ennesimo femminicidio. Questa volta è sotto casa e ci ricorda quello che ogni giorno succede nel resto del Paese. Viviamo ancora in un periodo in cui le donne sono considerate cose, oggetti di proprietà degli uomini che possono farne che vogliono. Queste morti devono interrogarci e interrogare soprattutto le istituzioni affinché si faccia prevenzione per evitare la violenza sulle donne. Non bisogna sottovalutare». —
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