Il Tirreno

Versilia

SOS clamoroso 

Si barrica in municipio e chiude l’ingresso con una catena

Luca Basile
Si barrica in municipio e chiude l’ingresso con una catena

La donna aveva trascorso la notte dentro il palazzo dove era riuscita ad entrare non si sa come: «Sono senza casa e senza lavoro, aiutatemi»

3 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. Si barrica in municipio chiudendo uno dei tre ingressi del palazzo comunale con una catena e gli altri due con il lucchetto. Una storia di ordinaria disperazione quella andata in scena ieri mattina, in piazza Matteotti: protagonista Sara Gini, 42 anni, da tempo senza una casa, che ha trascorso la notte fra mercoledì e giovedì all'interno dello stesso municipio per poi come detto sbarrare gli accessi e così impedire, per qualche decina di minuti, l'ingresso al lavoro dei dipendenti comunali che sono riusciti a timbrare poco prima delle 9 e solo dopo l'intervento, chiarificatore e pacifico, dei carabinieri.

«Sono senza casa e senza lavoro, vivo da anni dove capita e sono tanto stanca, chiedo che mi venga rilasciata la residenza nel comune di Pietrasanta, dove sono nata, perché una volta che l'avrò ottenuta potrò trovare un lavoro. E per ottenerla sono pronta ad incatenarmi qui, davanti al municipio» erano state le sue parole mercoledì quando ci aveva contattato. Alla fine, però, ha deciso di varcare la soglia del municipio per poi appunto restarci fino al mattino.

Ma come ha fatto la donna ad entrare, senza alcun problema, in Comune? Stando a quanto riferito da Colonia Cristiana, l'associazione che da tempo segue il caso di Sara Gini, il palazzo, intorno alle 19.30 di due giorni fa, era aperto e al suo interno non c'era nessuno. Possibile mai che un edificio istituzionale sia accessibile senza alcun problema da chiunque e che non scatti l'allarme peraltro regolarmente installato? Saranno i carabinieri a fare chiarezza: nel frattempo, a quanto pare, non è stato aperto alcun procedimento giudiziario nei confronti di Gini che, in teoria, potrebbe essere perseguita penalmente per i reati di interruzione di pubblico esercizio e ingresso non autorizzato.

«Pietrasanta non lascia indietro nessuno. Risolveremo anche il caso di Sara Gini, così come abbiamo risolto - parole dell'assessore al sociale Elisa Bartoli - quelli di tanti altri cittadini. La sua vicenda era già stata presa in consegna dagli uffici competenti: anagrafe, sociale e casa. La signora, che è una persona molto fragile e sensibile, è però stata consigliata male. Abbiamo parlato a lungo dopo il fatto: si è resa conto di avere sbagliato comportamento. Così facendo ha infatti complicato la sua posizione. Non deve certo passare il messaggio che chi irrompe in municipio o si incatena si vede poi riconoscere dal Comune diritti altrimenti non ottenibili. Non è così: chi rispetta le regole e la legge lo prevede avrà il nostro aiuto, in caso contrario no. Fino ad oggi la signora non aveva mai fatto richiesta di sostegno o di una casa ai nostri uffici. Si era presentata all’anagrafe, insieme ai volontari di un’associazione, pretendendo la residenza senza fornire peraltro nessun documento. In ogni caso era già stato programmato, prima di tutta questa vicenda, un incontro tra tutti gli uffici interessati per capire come sanare posizioni anomale. Noi ci muoviamo nell’ambito della legge e della legalità» ribadisce Bartoli.

Nel frattempo fino al prossimo 26 novembre Sara alloggerà, a spese del Comune, in un albergo cittadino. «Al mangiare ci penseremo noi - fanno sapere da Colonia Cristiana - ma la situazione è tutt'altro che risolta». —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore