Il Tirreno

Versilia

l’incendio di sabato notte 

Il proprietario del bagno Teresa: «Riapriremo per la stagione»

Claudio Vecoli
Il proprietario del bagno Teresa: «Riapriremo per la stagione»

Cristiano Pezzini pronto a rimboccarsi le maniche: «Danni per 500mila euro» Confermata l’origine accidentale del rogo: tutto è nato da un corto circuito 

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VIAREGGIO.Passato lo shock, guarda al futuro. Con ottimismo. O, almeno, guardando al bicchiere mezzo pieno. Cristiano Pezzini, proprietario del bagno Teresa in Darsena, dopo l’incendio di sabato sera che gli ha divorato il bar ristorante e una parte delle cabine, è pronto a rimboccarsi le maniche. E a far rinascere quel bagno «dove sono nato e cresciuto».

Non sarà impresa facile per mille motivi. A cominciare dall’entità dei danni. In un primo momento si era parlato di oltre centomila euro. Cifra che però sembra destinata a crescere. E molto. «Purtroppo tutto il vagone centrale del bagno è andato distrutto. Non appena i periti avranno fatto il loro lavoro, dovremo smantellare tutto fino alle fondamenta e ripartire da zero: dalla struttura all’attrezzatura. Temo che per rifare tutto serviranno più di 500mila euro. Per fortuna siamo assicurati contro gli incendi e spero che col rimborso riusciremo a coprire una parte dei costi. Ma sarà dura...»

La volontà, ferrea, è però quella di voler ripartire. Al più presto. «Avevamo in programma di riaprire il ristorante a febbraio, con l’inizio del Carnevale. Temo proprio che non ce la faremo. Però vorrei essere pronto per aprile, quando inizierà la stagione. Io ci credo. Ci voglio credere. Perché il bagno Teresa e il ristorante riapriranno, su questo non ci sono dubbi. È la mia vita...»

Intanto la convinzione che non si trattasse di un incendio doloso è diventata fortunatamente una certezza. «Con i vigili del fuoco e i carabinieri - spiega Pezzini - siamo andati a vedere le immagini delle telecamere a circuito chiuso di cui è dotato il bagno e abbiamo visto delle scintille provenire dal sottotetto nella zona in cui si trovano l’aspiratore, i motori del frigo ed alcuni cavi. Insomma, tutto è nato da un corto circuito. Non ho mai pensato ad un gesto doloso, ma le immagini confermano che l’origine delle fiamme è stata accidentale. E questo è certamente un fatto importante e positivo... »

E a proposito di risvolti positivi, uno è certamente legato alle tantissime attestazioni di solidarietà che Cristiano Pezzini ha ricevuto in queste ore. «Fin da subito ho sentito la vicinanza di tantissima gente. Amici, clienti, colleghi di lavoro, persone che non conoscevo e che mi hanno incoraggiato offrendo il loro aiuto. Ecco, la cosa più bella di questa terribile avventura è proprio la solidarietà sincera che ho percepito. E che mi aiuta nel ripartire da zero. Chi parla di Viareggio come di una città che ha perso il suo senso di comunità, si sbaglia di grosso. E io, nella disgrazia, ne sono un testimone diretto ».

E al grazie nei confronti di chi gli ha offerto una mano, Pezzini aggiunge quello ai soccorritori. «Permettetemi di ringraziare pubblicamente sia i vigili del fuoco, che hanno fatto l’impossibile per limitare gli effetti delle fiamme, sia i carabinieri, che hanno dimostrato professionalità e umanità. Un esempio? Il comandante dei carabinieri di Viareggio, il maresciallo Raffaele Ferraro, mi ha aiutato perfino a sistemare dei teli su quello che restava del bagno...»

Infine una considerazione legata all’uso della casa di guardianaggio. «Per fortuna io e la mia famiglia abitiamo nella casa all’interno del bagno. Se non fossi stato lì, sabato sera, non avrei potuto dare l’allarme immediatamente. E a quest’ora, del bagno, non ci sarebbe più nulla». —
 

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