Sicurezza
Alla Cappella di Azzano l’ultimo saluto a Corrado
La testimonianza di Luca Basile: quante discussioni con Corrado. Ma poi tutto si scioglieva il giorno dopo davanti a un caffè al Pietrasantese
Oggi (21 novembre) l’ultimo saluto dei parenti e degli amici più stretti a Corrado Benzio alla Cappella di Azzano, luogo che amava profondamente. Più che una messa funebre, sarà un incontro nel suo ricordo.
Il ricordo di Luca Basile
Con Corrado ho parlato molto e litigato spesso. E ci siamo mandati reciprocamente a quel paese, con parole e pensieri, non so quante volte: rifuggo dall’ipocrisia, anche in questo momento di dolore. E Corrado, lo so, avrebbe apprezzato. Abbiamo condiviso percorsi complicati, ma anche giornalisticamente esaltanti.
«Ciao direttore, me lo offri il caffè?». Mi chiamava il direttore perché diceva che la cronaca di Pietrasanta passava solo da me. E che lui era costretto a seguirmi. Anche se poi alla fine, ovviamente, non era così e faceva quello che voleva. Le sue locandine, i suoi titoli - ciclicamente geniali, spesso spiazzanti - rendevano talvolta l’articolo un accessorio. Con quello che ne conseguiva. In realtà da me, come dagli altri, pretendeva ogni giorno di più. E quel di più, non sempre era possibile. E lui non se ne capacitava.
Benzio aveva un senso della notizia superiore a molti di noi: talvolta la vedeva dove sempre noi colleghi avevamo difficoltà anche solo a percepirla. Altre volte andava oltre e io l’oltre di Corrado non lo comprendevo. E lo contestavo.
Da lì si innescava la discussione, anche dura, fra noi. Che, per volontà sua più che mia - doveroso riconoscertelo, Corrado - si concludeva il giorno dopo al bar Pietrasantese, dove i nostri punti di vista, pur non coincidendo, si rasserenavano. Per poi tornare ad incupirsi qualche giorno dopo. La verità è che, alla fine, con lui caporedattore, non mi sono mai annoiato. Nel bene e nel male non ho conosciuto la routine.
Benzio mi ha insegnato ad osare nel rispetto della verità giornalistica: “Fregatene di quello che dicono. Tanto lo direbbero lo stesso», era il suo mantra nei giorni cupi chiosando con l’epiteto per il malcapitato di turno. Avevi ragione, Corrado sull’osare, sul dire a prescindere e sul cretino di passaggio. Lo vedi che alla fine, almeno su qualcosa, ci siamo trovati d’accordo?
E allora buon viaggio, direttore. ..
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