Sicurezza
L’appello: «Prescrizione, la legge riformata non si tocca»
VIAREGGIO. Il nuovo appuntamento tra le forze politiche della maggioranza del Governo Conte era fissato per ieri sera: il confronto/scontro è quello sulla riforma della Giustizia. Il nodo da sciogliere resta quello del blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado che entrerà in vigore il primo gennaio 2020. Contrari sono Pd e Italia viva. Ma il ministro Cinque stelle Alfonso Bonafede ha messo in chiaro fin da subito che «abbiamo aspettato troppo tempo e bisogna accelerare». Per le altre forze politiche di maggioranza, compreso “Liberi e uguali” dell’ex presidente del Senato ed ex magistrato Pietro Grasso, il passo indietro sulla prescrizione è considerata questione «pregiudiziale».
«Seguiremo con attenzione il dibattito parlamentare, sostenendo il ministro Bonafede, riservandoci di essere presenti davanti alle sedi opportune, nel caso in cui questo importante risultato venga distorto o perda di credibilità»: è la voce che si leva dal Coordinamento nazionale “Noi non dimentichiamo”, presieduto da Gloria Puccetti. Coordinamento del quale fanno parte: Comitato Matteo Valenti, associazione Vittime della scuola di S.Giuliano di Puglia, Associazione familiari vittime Thyssen Krupp, Associazione 140 familiari vittime Moby Prince, Comitato familiari vittime casa dello studente L’Aquila, Il Mondo che vorrei Viareggio, Associazione vittime Salvemini, Associazione 309 martiri dell’Aquila, Comitato ricordo vittime Ponte Morandi, Associazione Ilva di Taranto, Adele Chiello (crollo torre Genova), Associazione Anna Aloysi incidente ferroviario Andria e Corato, Comitato Emilia Vite scosse, Associazione Il sorriso di Filippo, Fondazione 6 aprile per la vita L’Aquila, Comitato vittime di Rigopiano, Associazione per la memoria del Vajont, Genitori generazione Erasmus 20 marzo 2016. «Ma stanno arrivando adesioni da associazioni e singoli genitori, madri, padri che si sono visti crollare il mondo addosso per una delle tante stragi d’Italia», racconta Puccetti.
La vita - così la nota diffusa dal coordinamento nato dopo il disastro ferroviario di Viareggio, 32 morti il 29 giugno 2009 - «ci ha messo alla prova togliendoci gli affetti più cari, scomparsi sul lavoro, per l’amianto, sotto le macerie di un terremoto, dentro le case incendiate da un treno carico di Gpl, sotto il crollo di un ponte o di una scuola elementare. Passiamo anni nelle aule dei Tribunali e sopportiamo processi lunghi e dolorosi. Tutte le associazioni che fanno parte della nostra Rete nazionale aspettano una giustizia che stenta ad emergere, un diritto sacrosanto che il nostro Stato dovrebbe rispettare perché sancito dalla Costituzione». La prescrizione - ricorda il Coordinamento - «ha colpito duramente i processi di molte nostre associazioni e lo farà con altre nel prossimo futuro, cancellando molti capi di imputazione per cui gli imputati dovrebbero essere giudicati. Per i familiari delle vittime questa legge rappresenta un traguardo importante, una garanzia per il giusto riconoscimento delle nostre ragioni». —
D.F.
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